Nel mezzo della campagna elettorale italiana in vista delle prossime Europee del 25 maggio scoppia il caso Geithner. L’ex ministro del Tesoro americano, nel suo ultimo libro, rivela infatti un complotto europeo ai danni del governo italiano e dell’allora premier Silvio Berlusconi.

Timothy Geithner, ribadisce che in occasione del G20 di Cannes tutti i leader presenti sapevano già che da lì a poco Silvio Berlusconi sarebbe stato sostituito da Mario Monti.

Berlusconi avendo avuto conferma di quanto ipotizzato in più occasioni, durante la manifestazione elettorale che si è tenuta a Roma, ha detto: “Io sono venuto qui per farmi tirare su di morale da voi perché non abbiamo particolari motivi per essere sereni e tranquilli anzi abbiamo molti motivi per essere delusi, disgustati, ma anche furiosi ed esasperati per quello che è successo in questi primi cento giorni di governo e per quello che è successo ieri“.

Il leader di Forza Italia ha poi ha spiegato: “Ieri un ministro della prima amministrazione Obama ha fatto una dichiarazione che lasciava pochi dubbi sulla gravità di quello che aveva affermato, ha raccontato come nel G20 di Cannes per due volte Merkel e Sarkozy avevano convocato una riunione che aveva una finalità e cioè che il nostro Paese fosse colonizzato“.

E continuando Silvio Berlusconi ha anche sottolineato: “Credevo che una notizia del genere, che incide sulla sovranità nazionale, avrebbe dovuto stare perlomeno in prima pagina sui quotidiani nazionali. Che cosa ci possiamo aspettare noi da questo paese ancora? Da 20 anni siamo qui a combattere per la libertà e abbiamo dovuto sopportare 4 colpi di Stato“.

Infine Forza Italia compatta chiede una commissione d’inchiesta e una risposta in Parlamento del premier Renzi. Angelino Alfano, da parte sua non la esclude e perfino Gianfranco Fini ritiene che Renzi debba chiedere agli Usa più chiarezza su tale scandalo.

Ma il Colle, tirato in ballo dal partito di Berlusconi, replica con una lunga e dettagliata nota in cui ripercorre quello che accadde nel novembre 2011, spiegando che: “Le dimissioni di Berlusconi vennero motivate ad eventi politico-parlamentari italiani“, precisando poi che gli episodi citati dall’ex ministro statunitense “sono relativi a riunioni tenutesi nell’autunno del 2011, di consessi europei e internazionali cui il Presidente italiano non aveva titolo a partecipare e non partecipò“.

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