Elezioni: più di 49milioni di italiani chiamati a votare oggi 25 maggio

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 25 Mag 2014 alle ore 6:00am


Sono oltre 49 milioni gli italiani che sono chiamati alle urne oggi domenica 25 maggio per l’appuntamento con le elezioni.

Si vota per il rinnovo del Parlamento europeo, dei consigli regionali di Piemonte e Abruzzo e per oltre 4 mila comuni. Le sezioni elettorali sono in totale 61.594 e all’estero i votanti italiani sono 1.398.307.

Il voto potrà essere espresso solo oggi, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, sia per eleggere i 73 membri del Parlamento europeo spettanti al nostro Paese che i presidenti e i consigli regionali per l’Abruzzo e il Piemonte, i sindaci e consigli di 3.900 comuni delle regioni a statuto ordinario.

Si voterà inoltre per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali in 131 comuni del Friuli Venezia Giulia, in 37 comuni della Sicilia ed in 18 della Sardegna, oltre che in cinque capoluoghi di regione: Firenze, Potenza, Campobasso, Bari, Perugia.

L’eventuale turno di ballottaggio si terrà invece, domenica 8 giugno dalle 7.00 alle 23.00.

Lo scrutinio dei voti per il Parlamento europeo inizierà dalle 23.00 di oggi, dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento dei votanti.

Per le elezioni regionali e comunali, lo scrutinio verrà rinviato invece alle ore 14 di lunedì 26 maggio, partendo dallo spoglio delle elezioni regionali.

Per le europee, l’elettore vota una sola scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale. Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. Si possono anche esprimere voti di preferenza esclusivamente per candidati compresi nella lista votata. E’ possibile esprimere fino a un massimo di tre preferenze per candidati di una stessa

Nel caso di più preferenze queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza preferenza.

Nei 28 Paesi dell’Unione europea si vota dal 22 al 25 maggio. Le modalità cambiano da Stato a Stato, ma tutti prevedono il principio della rappresentanza proporzionale.