L’Istat rivela che nel mese di aprile le retribuzioni contrattuali orarie sono rimaste ferme rispetto al mese di marzo.

Il noto istituto di statistica, aggiunge che si è registrato un incremento dell’1,2% delle retribuzioni su base annua, ma che tale segno è rappresenta comunque una crescita più bassa dall’inizio delle serie storiche, cioè dal 1982.

Sempre secondo l’Istat, a crescere dell’1,6% sono stati solo gli stipendi dei lavoratori del settore privato, mentre quelli dei dipendenti pubblici sono rimasti fermi rispetto all’anno precedente.

I settori in cui si è registrato questo piccolo aumento sono quelli della lavorazione della gomma, della plastica e dei minerali non metalliferi (+3,5%), seguiti dal settore agricolo e delle telecomunicazioni (+3,1%).

La precarietà dei lavoratori italiani, ha sottolineato ancora l’Istat, ha anche un altro valore dato negativo, ovvero quello riguardante i dipendenti che sono in attesa di ricevere il rinnovo del contratto.

Alla fine di aprile, erano il 61,6% dell’economia italiana e il 50,3% nel settore privato.

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