Stato paga le baby sitter alle mamme che lavorano, ma le italiane non lo sanno

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 13 Giu 2014 alle ore 6:25pm

La legge Fornero (numero 92 del 2013) ha introdotto un incentivo diretto a tutte le donne che lavorano e che vogliono tornare presto al lavoro dopo la maternità.

Tutte le neomamme nel 2013 potevano chiedere dei buoni lavoro per pagare l’asilo o lababy sitter, del valore di 300 euro al mese, per sei mesi, per un totale di 1.800 euro. Non male, no?.

Ebbene, tale misura finanziata con 20 milioni di euro per il 2013, per pagare i voucher ad 11 mila donne, ha visto fare domanda ad appena 3.762 mamme. Pertanto, lo Stato, ha speso soltanto il 37% dei fondi disponibili.

Viene allora da chiedersi ma perché? Che cosa è successo? La risposta è semplice, e la si trova nelle modalità che permettevano l’accesso, problematiche sollevate nelle scorse settimane dall’onorevole del Pd Vittoria D’Incecco. “Il problema è che l’iter per riuscire a ottenere i fondi era troppo complicato e poco pubblicizzato. Ci sono altri 20 milioni stanziati per quest’anno e altrettanti per il 2015. Non possiamo permetterci un altro flop”, ha spiegato la parlamentare.

In pratica la colpa sarebbe dei pochissimi asili nido accreditati presso l’Inps dove è possibile spendere i voucher, il fatto che il contributo bisognava richiederlo attraverso Internet, ovvero tramite il sito dell’Inps e in un giorno ben preciso: il 28 luglio 2013. Insomma, una serie di cavilli che hanno fatto sì che tante neomamme, nonostante la crisi economica, non fossero informate o si spazientissero a presentare la domanda, rinunciando così ad un’ottima possibilità di risparmio e ad un diritto sacrosanto.

A questo punto, viene ora da chiedersi, e per quest’anno, come funzionerà? Ci sarà di nuovo un click day? Mah, al momento tutto tace, non sa ancora niente, né quale sia il giorno prestabilito.