Fisco: dal 2015 per 30 milioni di italiani 730 precompilato

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 21 Giu 2014 alle ore 2:08pm


Dal 2015 arriva a 30 milioni di italiani, in via sperimentale, la dichiarazione dei redditi già precompilata relativa ai redditi 2014, secondo quanto previsto dalla bozza del decreto legislativo che attua la delega fiscale.

Sarà comunque possibile presentare la dichiarazione anche secondo le vecchie modalità. E dal 2016 la dichiarazione precompilata conterrà anche le spese sanitarie del 2015.

L’Agenzia delle entrate renderà disponibile per via telematica “entro il 15 aprile di ciascun anno” ai titolari di redditi da lavoro dipendente e assimilati la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell’anno precedente, che potrà essere “accettata o modificata”.

Resta ferma “la possibilità di presentare la dichiarazione dei redditi autonomamente compilata con le modalità ordinarie”. La certificazione da parte dei sostituti di imposta andrà inviata all’Agenzia delle Entrate entro il 7 luglio. La certificazione omessa, tardiva o errata prevederà la corresponsione di una sanzione di 100 euro.

Infine, le assicurazioni, e gli enti che erogano i mutui, gli enti previdenziali, le forme pensionistiche complementari, trasmetteranno le relative informazioni entro il 28 febbraio.

E relativamente alle spese sanitarie, che non entreranno nella dichiarazione precompilata, già dal prossimo anno è previsto che Asl, ospedali, case di cura, ambulatori, farmacie pubbliche e private e coloro che erogano assistenza protesica e integrativa, spediscano al sistema Tessera sanitaria con i dati relativi alle prestazioni erogate nel 2015, che andranno quindi a far parte della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

L’eventuale credito d’imposta risultante dalla dichiarazione dei redditi, se chiesto a rimborso, sarà corrisposto al contribuente entro 2 mesi dalla richiesta, contestualmente agli interessi maturati.

Infine nessun obbligo di dichiarazione sarà previsto nel caso di eredità, se devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto, nel caso in cui l’attivo ereditario abbia un valore non superiore ad “euro centomila”.