E’ morto il tifoso del Napoli Ciro Esposito, ricoverato al policlinico Gemelli, dopo essere stato colpito da alcuni colpi di arma da fuoco durante i violenti scontri del 3 maggio scorso prima della finale di Coppa Italia disputata allo stadio Olimpico.

Il 19 giugno scorso Ciro Esposito era stato sottoposto a una nuova revisione chirurgica, dopo avere subito pochi giorni prima una lobectomia superiore destra e, in precedenza, diversi altri interventi chirurgici dai quali non si era mai ripreso a causa di numerose complicanze dovute alla grave lesione traumatica subita.

La prognosi è stata sempre riservata. Il paziente era in dialisi, con supporto ventilatorio parziale e nutrizione artificiale.

I sanitari visto il suo aggravarsi hanno subito allertato i genitori del ragazzo e la fidanzata che si sono subito precipitati a Roma.

Ricordiamo che in seguito al suo ferimento la polizia arrestava Daniele De Santis, l’ultrà romanista che all’altezza di viale Tor di Quinto aggredì lui ed altri tifosi del Napoli. Intanto proseguono le indagini nella speranza di individuare eventuali complici.

Diego Armando Maradona, di recente aveva postato in rete una sua foto con una maglietta dell’albiceleste, la nazionale Argentina, e una dedica per quello che considerava a tutti gli effetti il suo fan numero 1: “Per Ciro, con tutto il mio cuore. Una pronta guarigione“. E poi un’ultima incitazione e una firma bella grossa: “Forza, Diego”.

Cresce intanto la paura per l’ordine pubblico. In particolare si teme che quanto accaduto possa creare tensioni ed episodi di violenza per vendetta.

Uno scenario che le Questure di Napoli e Roma stanno monitorando. Uomini della Digos sono già “appostati” al Gemelli. La Questura di Roma ha inviato preventivamente delle pattuglie di controllo anche alla barriera autostradale di Roma sud, dove gli agenti controlleranno le auto sospette e verificheranno l’entità delle notizie che circolano negli ambienti del tifo organizzato partenopeo.

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