L’esercito israeliano ha confermato che sono stati trovati i corpi dei tre ragazzi rapiti nel villaggio di Halhul vicino Hebron.

Sembrerebbe che i corpi senza vita, dei tre fossero sul terreno, non sepolti e seminascosti dai cespugli.

Indagini iniziali da parte dell’esercito sostengono che i ragazzi israeliani: Eyal Yifrah (19 anni), Gilad Shaar (16) e Naftali Fraenkel (16) siano stati uccisi subito dopo il rapimento.

I tre ragazzi sono stati visti l’ultima volta mentre facevano l’autostop per tornare a casa da un seminario ebraico. Dalla loro scomparsa, Israele, ha subito parlato di rapimento accusando Hamas, e mobilitando l’esercito per trovarli.

Secondo ricostruzioni la Hyundai che li ha presi a bordo aveva la radio accesa sui programmi di radio Gerusalemme, per cui i ragazzi sono saliti in tutta serenità. Inoltre le due persone a bordo dell’auto, sembravano essere ebrei ortodossi, ma solo pochi minuti dopo i tre ragazzi si sono resi conto che si trattava di una trappola. Uno di loro ha telefonato di nascosto alla polizia israeliana per dare l’allarme, ma non c’è stato nulla da fare.

Dopo quanto accaduto Israele promette vendetta mentre Hamas garantisce che “sarà un inferno”. Dunque la pace tanto auspicata da Papa Francesco sembra essere veramente lontana.

Il Pontefice attraverso il suo portavoce padre Federico Lombardi, ha fatto sapere che “em>La notizia dell’uccisione dei tre giovani israeliani scomparsi è una notizia terribile e drammatica“.

E continuando che “l’assassinio di persone innocenti è sempre un crimine esecrabile e inaccettabile, e un gravissimo ostacolo sul cammino verso quella pace per la quale dobbiamo instancabilmente continuare a impegnarci e a pregare”.La violenza chiama altra violenza e alimenta il circolo mortale dell’odio“.

E Obama da parte sua sostiene che “Si tratta di terrorismo insensato contro giovani innocenti. Gli Stati Uniti condannano l’accaduto, e offrono non solo a Israele ma anche ai palestinesi il proprio aiuto per individuare i responsabili per assicurarli alla giustizia”, incoraggiando anche entrambi a “continuare a lavorare in questo senso” facendo pressione “su tutte le parti affinché si astengano dal compiere passi che potrebbero ulteriormente destabilizzare la situazione”.

Nelle ultime ore, l’esercito israeliano, ha demolito le abitazioni dei due principali sospettati. Stando a quanto riferito da testimoni, le case di Marwan Qawasmeh e Amer Abu Eishe, esponenti di Hamas a Hebron, sono state demolite con esplosivo.

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