Cancro ovarico: un nuovo esame del sangue può offrire un trattamento su misura

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Set 2014 alle ore 9:57am


Un importante passo avanti è stato fatto nel campo della prevenzione e del trattamento del cancro ovarico. Una nuova tecnica è stata scoperta per diagnosticare in anticipo quali pazienti con tumore ovarico possono rispondere oppure no, a particolari tipi di trattamento.

Messa a punto dagli scienziati dell’Università di Manchester e del The Christie NHS Foundation Trust, è basata su di un semplice prelievo di sangue.

Il cancro ovarico, patologia che colpisce le donne e che purtroppo nella maggior parte dei casi, ne causa la morte, può essere diagnosticato precocemente con un esame del sangue che permette di evitare trattamenti inutili e perdite di tempo.

Un gruppo di ricercatori ha infatti esaminato i campioni di sangue di pazienti arruolate in uno studio internazionale sul bevacizumab, un farmaco che arresta la crescita di nuovi vasi sanguigni, o angiogenesi. Scoprendo che coloro che avevano partecipato studio avevano ricevuto poi il trattamento standard di chemioterapia da sola o la chemioterapia più il farmaco.

Gordon Jayson, professore di Oncologia Medica presso l’Università di Manchester e Consulente Onorario presso il Christie, ha infatti sottolineato: «Siamo ansiosi di identificare biomarcatori predittivi, ossia misure che possono indicare quanto bene una paziente risponderà alla terapia, perché così possiamo meglio indirizzare questi farmaci ai pazienti con maggiori probabilità di trarre beneficio. Abbiamo studiato i livelli di una serie di proteine in campioni di sangue pre-trattamento delle pazienti per vedere se sono stati associati con una migliore sopravvivenza».

I risultati dello studio pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research, mostrano infatti che due proteine particolari: ANG1 e Tie2, potrebbero essere utilizzate in combinazione per predire la risposta delle pazienti al trattamento.