La difesa di Bossetti si aggrappa alla perizia dei Ris sul Dna. Per giudice la traccia è ottima

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 23 Set 2014 alle ore 12:42pm


Gli avvocati di Massimo Bossetti, accusato di aver ucciso la piccola Yara Gambirasio, riproporranno la loro difesa, basandosi principalmente sulla prova del Dna, poiché secondo le indagini, il profilo genetico del carpentiere di Mapello corrisponderebbe a quello isolato da due tracce biologiche trovate sugli slip e sui leggings della ragazza.

E per chiedere la scarcerazione del loro assistito, gli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni citeranno nuovamente un passaggio della prima relazione del Ris di Parma alla procura di Bergamo, datata 2011.

Il quale secondo loro, non permetterebbe di diagnosticare in maniera inequivoca che le tracce lasciate da ignoto 1 sui vestiti di Yara siano quelle di Bossetti.

I legali riporteranno nel ricorso al Riesame – come già fatto nell’istanza di scarcerazione bocciata dieci giorni fa dal gip di Bergamo – un altro passaggio di quella relazione, ovvero questo: “Pare quantomeno discutibile come ad una eventuale degradazione proteica della traccia non sia corrisposta una analoga degradazione del Dna“.

In buona sostanza — spiegano i legali dell’imputato – le enunciate certezze scientifiche paiono espresse secondo un criterio di ragionevolezza, principio più tipico del disquisire giuridico che dell’argomentare scientifico”.

Da allora relazione del Ris datata 2011, dopo l’isolamento del profilo genetico di ignoto 1 dai vestiti di Yara Gambirasio, al «caso genetico» hanno lavorato anche due università, di Tor Vergata e di Pavia,r accogliendo altro materiale da analizzare.

Ma sui dubbi sollevati dagli avvocati è intervenuto il giudice delle indagini preliminari di Bergamo Ezia Maccora, che ha precisato subito che: «La relazione scientifica del Ris e quella del medico legale danno atto della difficoltà oggettiva incontrata nell’espletamento dell’incarico loro affidato a causa dell’esposizione prolungata del corpo della vittima alle intemperie. Ciò detto, i risultati a cui giungono tali accertamenti tecnici, non possono essere messi in discussione, in assenza di specifiche argomentazioni scientifiche contrarie. Dagli atti risulta essere stata isolata una sola traccia che è stata definita nella relazione tecnica di “ottima qualità”»