La sigaretta elettronica funziona, ma solo sotto controllo medico

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 16 Nov 2014 alle ore 7:16am


Un fumatore su due può smettere di fumare la sigaretta tradizionale, con una significativa riduzione del danno respiratorio grazie ad un uso guidato della sigaretta elettronica.

E’ la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco ASL TO 2 di Torino.

Durante uno studio, sono stati monitorati 34 fumatori, 18 uomini e 16 donne, di età media di 40 anni, che consumavano circa 20 sigarette al giorno da almeno venti anni.

I partecipanti venivano visitati esaustivamente e veniva misurato in loro il monossido di carbonio, quale marcatore dell’assorbimento dei prodotti di combustione della sigaretta.

A tutti è stato chiesto l’uso della sigaretta elettronica in sostituzione di quella normale.

Ebbene, l’equipe forniva a tutti i partecipanti un kit completo con device elettronico, caricabatterie per ricaricarlo e una serie di liquidi contenenti nicotina, scelti dal fumatore in base agli aromi che preferiva.

Poi i professionisti della salute insegnavano ai fumatori il corretto uso del device, come assorbire la nicotina dalla sigaretta elettronica evitando in crisi astinenziali o iperdosaggi, rilevando che dopo il primo mese di sperimentazione, il 74 per cento dei partecipanti utilizzava la sola sigaretta elettronica, il 18 per cento fumava sia la sigaretta elettronica che cinque sigarette normali e solo l’8 per cento dei partecipanti continuava a fumare sigarette normali.

Fabio Beatrice, Direttore Centro Antifumo San Giovanni Bosco di Torino ha spiegato poi che “ i fumatori di elettronica e i fumatori misti presentavano un valore di monossido di carbonio nella espirato significativamente più basso, raggiungendo i livelli cosiddetti normali”.