Addio a Pino Daniele, grande bluesman di “Napule”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 05 Gen 2015 alle ore 9:16am


Si è spento all’età di 59 anni un grande della musica italiana, Pino Daniele.

Il nero a metà, l’americano della nuova Napoli che sognava di veder passare la “nuttata”, il mascalzone latino, il Lazzaro felice, l’uomo in blues, il musicante on the road, il neomadrigalista, cantautore che negli anni in cui dominava il messaggio non mise mai in secondo piano la musica, pur avendo cose da dire, e che cose.

Questo l’autoritratto, apparso sul suo sito ufficiale. Stroncato da un infarto ieri sera. L’ultima volta lo abbiamo visto pochi giorni fa, la notte di Capodanno 2015, tra gli ospiti del concerto di Courmayeur, trasmesso in diretta su Rai 1 nell’evento L’Anno Che Verrà, condotto d Flavio Insinna.

Avrebbe compiuto 60 anni, il prossimo 19 marzo.

Pino Daniele è l’inventore di un sound inconfondibile, tra sonorità blues, rock, jazz e tradizione napoletana, divenuto il suo marchio di fabbrica in Italia e nel mondo.

Pino Daniele, all’anagrafe Giuseppe nasce a Napoli il 19 marzo 1955. Il suo esordio arriva nel 1977 con ‘Terra mia‘: il brano che apre il disco, “Napule” divenendo manifesto della speranza e delle disillusioni di un’intera generazione. Poi nel’79 è la volta di “Je so´ pazzo” e di capolavori come “Je sto vicino a te“, “Il mare“, “Putesse essere allero” e nell’80 di un altro grande successo “Nero a metà”, un incrocio definitivo tra il blues dei neri americani e la musica popolare partenopea.

Nel settembre dell’81, in piazza del Plebiscito, ad ascoltarlo oltre 200 mila persone. Insieme a lui anche Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo, Tony Esposito e James Senese.

Sempre negli stessi anni arriva il disco “Vai mo´”, e “Bella ´mbriana“, coinvolgendo jazzisti del calibro di Wayne Shorter ed Alphonso Johnson e continuando a mischiare napoletano, italiano ed inglese, come in “Tutta ´n’ata storia” e “I got the blues”.

Nell’80 Daniele apre il concerto milanese di Bob Marley, poi è la volta del Festival di Montreux e di altri concerti all’estero.

Nello stesso periodo nasce anche la collaborazione con l’amico Massimo Troisi, per il quale scrive le colonne sonore ‘Ricomincio da tre‘, ‘Le vie del signore sono finite‘(’87), mentre ‘Quando‘ è scritta insieme all’amico per il film ‘Pensavo fosse amore e invece era un calesse‘ (’91).

Con ‘Mascalzone latino‘ dell’89 Pino torna all’acustico, e negli anni Novanta con ‘Un uomo in blues’ e ‘O scarrafone‘ denuncia la xenofobia.

Nel’93 a Cava de’ Tirreni altro evento storico che diventerà l’album live ‘E’ sona mo´’. Nel 1995 ha suonato, durante il tour estivo, con Pat Metheny, con gli Almamegretta, Jovanotti, Eros Ramazzotti e Chick Corea; nel 1990 è stato ospite di Claudio Baglioni nell’album Oltre e successivamente nella rassegna O’Scià.

Mentre l’8 luglio 2008 Daniele torna ad esibirsi nella “sua” Piazza del Plebiscito per un trionfale concerto, cui partecipano numerosi ospiti (tra gli altri Giorgia, Chiara Civello, Irene Grandi, Avion Travel, Nino D’Angelo, Gigi D’Alessio). L’evento è trasmesso in diretta televisiva, e verrà pubblicato su DVD il 22 gennaio 2013.

La sua scomparsa è una grande perdita per la città di Napoli e per più generazioni, per la musica nazionale ed internazionale.