Greta e Vanessa rapite per soldi, ma ministro Gentiloni puntualizza “nessun riscatto”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 17 Gen 2015 alle ore 11:50am


Greta Ramelli e Vanessa Marzullo stanno bene. Le due ragazze sono state tenute in varie prigioni del nord della Siria, ma non avrebbero subito né abusi, né violenze, anche se la prigionia è stata per loro molto dura.

Parlando ai pm e nella sede dei carabinieri del Ros dove sono state a colloquio per oltre quattro ore, hanno sottolineato di essere state sempre in Siria, e che i loro carcerieri erano sempre a volto coperto.

Greta e Vanessa saranno risentite prossimamente. Ma secondo quanto raccontato da loro e riportato da molti organi di stampa, lo scopo del rapimento sarebbe stato sin dall’inizio per soldi.

Le due ragazze avrebbero capito subito sin da subito del perché fossero state rapite.

Perché lo fate?” hanno ricordato di aver chiesto ai sequestratori. E la loro risposta è stata: «Per avere un riscatto, i soldi per finanziare la nostra causa».

Quanto denaro sia stato versato per la loro liberazione, le ragazze non lo sanno, però hanno chiaro in mente un particolare. Il momento in cui uno del gruppo è andato a prelevarle e ha detto loro: “Vi stiamo rilasciando, state tornando >libere”.

Poi il viaggio verso il confine, l’emissario del nostro Paese che le ha prese in consegna, l’arrivo in Turchia e il rientro in Italia.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni nell’informativa urgente del governo alla camera sulla liberazione delle due volontarie ha pronunciato queste parole: “Voglio ringraziare i servizi di intelligence, l’unità di crisi della Farnesina e tutte le autorità che con un gioco di squadra hanno portato ad un risultato importantissimo”.

E commentando le voci su un possibile riscatto per la loro liberazione ha chiarito: “Solo illazioni”.