Giorno della Memoria: 70 anni fa la liberazione di Auschwitz, per non dimenticare

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 27 Gen 2015 alle ore 12:50pm


Nella “Giornata della memoria”, che si celebra, per la quindicesima volta, nel nostro Paese, oggi, martedì 27 gennaio, data in cui, 70 anni fa, furono aperti ed abbattuti i cancelli di concentramento di Auschwitz, e il mondo scoprì, in tutta la sua drammaticità i crimini compiuti dai nazisti contro gli ebrei, sono tante le iniziative messe in campo in Italia e in altre parti del mondo.

Il tweet di Renzi recita: «L’Italia onora e ricorda la giornata della memoria 70 anni dopo la liberazione di Auschwitz. Mai più» accompagnato dal messaggio con hashtag «#maipiù» e «#pernondimenticare».

In Italia, furono quasi 7mila i cittadini di origine ebraica che furono arrestati e poi deportati nei campi di concentramento, di essi solo 837 si salvarono.

Lo scopo delle celebrazioni di questa giornata di memoria, è quello di ricordare le tante persone che persero la vita, e non dimenticare questa triste pagina della storia, al fine, di fare in modo che pagine come queste non vengano più scritte, e non si ricada più nell’intolleranza, nella discriminazione razziale e in crimini così efferati contro l’umanità.

Una “Giornata” celebrata non solo in Parlamento, nelle scuole, e nei luoghi dove, è necessario trasmettere la memoria di quanto accaduto, ma anche nei Consigli regionali e comunali, in Cassazione dove in ognuna delle aule di giustizia verranno celebrati i processi.

Previste anche molte manifestazioni a tema, concerti, spettacoli, convegni e programmi televisivi.

I giorni scorsi il ministro dell’Istruzione e il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, hanno inviato, di comune accordo, ai dirigenti scolastici una lettera con l’invito a realizzare nelle scuole “iniziative finalizzate a una celebrazione non rituale del Giorno della Memoria, per onorare e ricordare le vittime della Shoah e riflettere insieme sui valori fondanti di una moderna società civile”.