Riesame: “Loris ucciso perché intralciò i piani di Veronica, una lucidissima assassina”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 03 Feb 2015 alle ore 7:29am


Veronica Panarello è stata definita dai magistrati del Riesame di Catania, una «lucidissima assassina».

La donna, scrivono i giudici, deve rimanere in carcere, perché ha mostrato «una capacità elaborativa di una pronta strategia manipolatoria» e una «insospettabile tenuta psicologica» supportata da «un giudizio di elevatissima capacità criminale».

Ed ancora, «con agghiacciante indifferenza, ha agito da lucidissima assassina manifestando una pronta reazione al delitto di cui si è resa responsabile» con la «volontà di organizzare l’apparente rapimento del figlio Loris» a scopo sessuale, e una «impressionante determinazione nel liberarsi del cadavere del figlio, scaraventandolo nel canalone» per «lucidamente occultare le prove del crimine».

La donna, dunque, per questi motivi deve restare in carcere perché «è evidente il rischio di inquinamento probatorio di cui l’indagata potrebbe rendersi artefice» con il conseguente « rischio di recidivanza» perché ha mostrato un’«odiosissima crudeltà e assenza di pietà» nel delitto con «una totale incapacità di controllo della furia omicidiaria».

Le ragioni del delitto – si osserva ancora nelle motivazioni- verosimilmente propiziato da una circostanza occasionale, la discussione con Loris che quella mattina, sconvolgendo i piani di Veronica Panarello, vuole rimanere con la mamma, incuriosito dal suo look esteticamente curato“.

E “L’assenza di sicuri elementi di prova circa l’evoluzione della disputa con il bambino che ha innescato la condotta non ha consentito di formulare ipotesi, supponendo che la Panarello, esasperata per il comportamento di Loris, sia rientrata in casa per controllarlo e, in preda ad un’incontenibile impulsiva furia aggressiva, abbia sorpreso il bambino, senza dargli nemmeno la possibilità di reagire, stringendogli attorno al collo il micidiale ‘cappio’ che aveva a portata di mano, legandogli, poi, i polsi nell’immediatezza del soffocamento, verosimilmente per simulare un omicidio a sfondo sessuale con sevizie, ad opera di un estraneo”.