Cozze contaminate causa epatite. Come comportarsi se acquistate?

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 07 Mar 2015 alle ore 6:04am


Il Ministero della Salute ha segnalato delle confezioni di cozze contaminate, vendute nei supermercati, in cui è stato rilevato il virus dell’epatite A e quello del Norovirus.

Le cozze contaminate sono state allevate presso la Cooperativa Mitilimontese, produttore Irsvem di Bacoli (provincia di Napoli).

Il Ministero della salute ha, pertanto, allertato la Regione Campania richiedendo una lista di distribuzione dei prodotti provenienti dall’allevamento in questione, per completare le informazioni sulla tracciabilità dei lotti coinvolti, e poter adottare gli opportuni provvedimenti.

«Considerata la gravità del rischio per la salute umana correlata alla presenza dei due patogeni si raccomanda di non consumare il prodotto mitili con le seguenti caratteristiche: Prodotto: mitili in retine – Produttore: IRSVEM numero di riconoscimento CE IT 2 CDM sito a Bacoli (Napoli) – Rischio: Presenza di virus dell’epatite A e Norovirus – Paese di origine: Italia».

Intanto, disposto anche un divieto di raccolta di mitili nel campo di allevamento di Punta Cento Camerelle – Punta del Poggio, perché il Dipartimento di Prevenzione Area di Sanità animale dell’Asl Na2 Nord eseguendo un monitoraggio lo scorso 24 febbraio, ha rilevato la presenza di entrambi i virus, nelle cozze provenienti da quel tratto marino e in stabulazione nel Centro Irsvem di Baia.

Sono in corso altri accertamenti sanitari per individuare le cause della contaminazione.

Invitiamo i consumatori che hanno acquistato cozze del lotto indicato, oltre a non consumarle, di consegnarle al punto vendita che le ha vendute. Inoltre i sintomi dell’epatite A sono nausea, febbre, in appetenza sfociano con la comparizione dell’ittero, ossia un colore giallognolo della pelle e degli occhi. Per tutti coloro che hanno acquistato e consumato tali prodotti, invitiamo a consultare un medico e dichiarare il consumo avvenuto”.

Queste le parole Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici e Matteo Pennacchia, responsabile settore Agroalimentare dell’associazione a difesa dei consumatori, accolgono la notizia, mettendosi a disposizione per informazioni e segnalazioni.