Una proposta che fa certamente discutere e scuote le anime di studenti ed alunni.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti pensa infatti che ridurre i mesi di vacanze estive possa essere un’ottima cosa: “Un mese di vacanza va bene. Ma non c’è un obbligo di farne tre”, criticando il calendario scolastico italiano e facendo una proposta: “Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione. La discussione va affrontata. I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali”.

Sottolinea il ministro, spiegando che è necessario dunque pensare, che una relazione con il lavoro “è una cosa che vale la pena di fare“.

Un modo “per garantire una formazione“. “Anche noi genitori e la società, dobbiamo riconsiderare il tema del lavoro e le giovani generazioni“.

Non c’è il rischio, secondo il ministro, di distruggere un ragazzino se invece “di stare a spasso per le strade della città va a fare quattro ore di lavoro”.

Ma la domanda nasce spontanea..Il lavoro non c’è per i grandi come potrebbe esserci per i ragazzi? Ed inoltre, non si correrebbe il rischio di vederli in certi casi sfruttati o esposti a rischi, come droga, pedofilia, ecc?

Ricordiamoci che la società di oggi non è la stessa di tanti anni fa, e i giovani e i ragazzi di oggi sono più esposti a pericoli e a cattive compagnie.

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