Trent’anni dall’eccidio dell’Heysel, per non dimenticare

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 29 Mag 2015 alle ore 1:18pm


Ricorre oggi il 30° anniversario della strage dello stadio Heysel a Bruxelles avvenuta prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, durante la quale persero la vita trentanove tifosi juventini, travolti dalla violenza degli hooligans inglesi, che portarono alla caduta del muro dove in tanti per sfuggire alla morte pensarono di ammassarsi.

Tra loro anche tanti bambini, e di quelli che riuscirono a salvarsi, perché miracolati dalla fortuna o perché qualcuno, un genitore, un parente cercò di metterli in salvo, non hanno la forza di ricordare e parlare.

Tra le persone che fecero molto per gli altri, ci fu Roberto Lorentini, medico aretino di 31 anni, che andò incontro alla morte per provare a salvare dalla calca più vite possibili, e alla cui memoria è stata conferita la medaglia d’argento al valore civile.

Ebbene per ricordare quel lutto oggi alle ore 15 nella Sala Colonne di Palazzo Civico (piazza Palazzo di Città 1) Francesco Caremani presenta il libro «Heysel. Le verità di una strage annunciata» insieme a l’autore Andrea Lorentini, presidente dell’Associazione familiari vittime Heysel.

Ma non è tutto. Questa mattina all’assemblea degli azionisti di Exor John Elkann ha invitato tutti a un minuto di raccoglimento, in ricordo di quella tragedia.

Stasera la squadra della Juventus parteciperà insieme all’Associazione Familiari delle Vittime dell’Heysel alla Santa Messa, celebrata alle ore 19.30 nella Chiesa Gran Madre di Dio a Torino.

Presenti anche i giocatori della Prima Squadra, lo staff tecnico e i dirigenti della società.

Alla cerimonia pubblica a Bruxelles, invece, la società bianconera sarà rappresentata dal presidente del J-Museum Paolo Garimberti e da Sergio Brio. Alla cerimonia prevista a Liverpool da Gianluca Pessotto e Massimo Bonini.