smog lombardia
Sono circa 30mila i decessi che si registrano ogni anno in tutta Italia a causa dello smog, particolato fine (PM2,5).

Dati che emergono dal progetto Ccm Viias (Valutaziine Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento Atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute) finanziato dal Centro Controllo Malattie del Ministero della Salute, coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario del Lazio con la collaborazione di Universita’ e Centri di ricerca, che si sono presentati ieri mattina al Ministero della Salute.

Relativamente ai mesi di vita persi, l’inquinamento da quanto emerge, accorcerebbe in media la vita di ogni persona di circa 10 mesi: 14 per chi vive al Nord, 6,6 per chi abita al Centro e 5,7 per chi vive al Sud e nelle isole.

I dati che lanciano certamente un allarme, perché rivelano che il 29% della popolazione italiana vive in luoghi dove la concentrazione degli inquinanti e’ costantemente sopra la soglia di legge.

Il più colpito è il Nord (65% del totale), sia per aree urbane fortemente congestionate al traffico, che per grosse aree industriali, dove anche la combustione di biomasse – principalmente di legno e pelle – e’ responsabile di una maggiore incidenza di morti e malattie per particolato.

La situazione peggiore è Pianura Padana, con la Lombardia in testa alla classifica per il più alto tasso di incidenza di decessi per PM2,5 : 164 i morti ogni 100.000 residenti (se si considera la sola provincia di Milano, tasso che sale a 268, con 5.687 decessi, il cui numero corrisponde a oltre la metà del totale regionale di 10.802).

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