‘Generazione perduta’ di Vera Brittain, un classico della letteratura inglese

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 24 Lug 2015 alle ore 6:06am

generazione perduta
Forse gli strumenti per la nostra salvezza ci sono già,
racchiusi nella nostra storia, nascosti accuratamente da guerrafondai senza scrupoli, e aspettano solo di essere riscoperti e riconosciuti dagli uomini e dalle donne di domani.”

Nel 1933 Vera Brittain pubblica “Testament of Youth”: il testamento della propria storia, vivida e sincera. Una raccolta di memorie, un tributo ad una generazione perduta, spazzata via dalla Grande Guerra.

Un libro acclamato fin da subito come classico della letteratura inglese.

Nel 1914 Vera si affaccia alla giovinezza. È una brillante anticonformista ed è decisa a cambiare il suo destino di moglie gentile e madre paziente, in una delle prime donne ammesse in un selettivo college di Oxford.
A causa del suo egocentrismo, dei suoi vent’anni, in un primo momento considera la grande guerra come una scomoda interruzione delle proprie attività, ma poi con il trascorrere del tempo, si rende conto della portata degli eventi che travolgono l’Europa, e che la devastazione non è solo materiale, ma anche psicologica e spirituale.
Lasciata Oxford, Vera serve la patria a Londra, a Malta e in Francia come infermiera volontaria, mentre il fratello, il fidanzato, gli amici più cari perdono la vita in trincea.
Sopravvive a tutto. Torna a un nuovo genere di ”normalità” ma dopo una risurrezione difficile quanto necessaria, divenuta scrittrice e giornalista, Vera decide di raccontare non soltanto la disillusione e il dolore, ma anche il cammino di maturazione delle idee per le quali ha combattuto tutta la vita, armata solo della sua penna: pacifismo e lotta per i diritti delle donne.

Nel centenario della I Guerra Mondiale Giunti Editore lo porta in Italia per la prima volta; titolo Generazione perduta, quella che si era affacciata al Novecento con vitalità, progetti e speranze per vederli presto distrutti dalla Grande Guerra: 640 pagine di grande scrittura femminile, umanità e impegno civile.
Con il nostro Paese il libro e la Brittain hanno un forte legame: la scrittrice ha voluto che le sue ceneri fossero disperse sull’altopiano di Asiago, teatro degli spaventosi combattimenti nei quali morirono suo fratello e molti dei suoi affetti. In UK, Francia e USA Testament of Youth arriverà a breve al cinema nell’omonimo film di James Kent con Alicia Vikander e Kit Harington; da noi in tv.

Giunti Editore | Collana Narrativa Non Fiction
640 pagine | euro 16,00, eBook 9,99
Titolo originale Testament of Youth (Victor Gollanez Ltd, 1933) | Traduzione di Marianna D’Ezio

Vera Brittain
(1893-1970), tra le prime donne ammesse a Oxford, è stata scrittrice, giornalista, intellettuale pacifista e attivista nelle battaglie per i diritti delle donne. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale come infermiera volontaria e avervi perso il fidanzato, il fratello e gli amici più cari, nel 1933 pubblicò Testament of Youth, definito dalla critica come «il libro capace di spiegare una generazione alla successiva», divenuto così un classico della letteratura inglese.
Per sua volontà, le sue ceneri furono sparse sull’altopiano di Asiago, dove è sepolto il fratello.