Malattia di Alzhaimer, un nuovo farmaco ne ritarda la progressione

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 24 Lug 2015 alle ore 6:30am

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Altro passo importante è stato fatto nell’ambito della ricerca per l’Alzheimer. Primi studi dimostrano infatti, che un nuovo farmaco è in grado di ritardare del 34% la progressione della malattia in pazienti in uno stadio iniziale.

La molecola è la solanezumab, i cui effetti, sono riportati anche dalla Bbc, e descritti durante la Conferenza internazionale della Alzheimer’s Association in corso a Washington, accolti con ”cauto ottimismo”, in attesa di una nuova sperimentazione prevista per il prossimo anno.

La morte delle cellule cerebrali, spiegano i ricercatori, nei pazienti affetti da Alzheimer, è attualmente inarrestabile ma la nuova molecola contenuta nel farmaco ”potrebbe riuscire a mantenerle in vita”.

Le terapie attualmente disponibili, agiscono sulla demenza, aiutando le cellule cerebrali morenti a funzionare, la nuova molecola, al contrario, attaccherebbe le proteine deviate formatesi nel cervello colpito dalla malattia.

Una prima sperimentazione avvenuta nel 2012 sembrava avesse portato ad un fallimento. Ora invece, si aprono nuovi scenari e speranze per i malati.

Da qui la decisione di prolungare la sperimentazione, che ha portato ai risultati positivi.