Roma, bufera nella Chiesa e nella politica dopo i funerali show del boss Casamonica

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 21 Ago 2015 alle ore 11:05am

funerali bossFunerali molto sfarzosi celebrati a Roma per il noto capo clan romano, Vittorio Casamonica, 65 anni nella chiesa di Don Bosco.

All’esterno della parrocchia alcuni manifesti. Su uno, la scritta «Re di Roma» insieme a un fotomontaggio raffigurante il Colosseo accanto alla Basilica di San Pietro e l’immagine del boss vestito di bianco con un crocifisso al collo come il Papa. Su un altro manifesto: «Hai conquistato Roma ora conquisterai il paradiso». In sottofondo le note de ‘Il padrino’, la banda di musica.

Un funerale che ha visto anche il passaggio del feretro su una carrozza trainata da cavalli per le strade della città.

E ancora, un elicottero sorvolare i cieli di Roma e lanciare petali di fiori rossi sui presenti.

Una bara che dopo la funzione religiosa è stata trasportata da una Rolls-Royce mentre la banda musicale ha suonato la colonna sonora di un altro celebre film: «2001 odissea nello spazio».

Gente che fuori all’uscita del feretro piangeva e applaudiva.

Vittorio Casamonica apparteneva al clan omonimo. Era specializzato nel racket e nell’usura nella periferia sudest di Roma. Il suo nome era legato anche alla Banda della Magliana di cui risultava la persona addetta alla riscossione dei crediti.

“Non sapevo fosse un criminale, non potevo tirarmi indietro”, si difende don Giancarlo Mattei, il parroco che ha celebrato il funerale.

“Non ero stato informato”, sottolinea al quotidiano Il Messaggero. “Ho saputo solo all’ultimo cosa stava accadendo, quasi per caso. Avevo notato alcune incertezze negli occhi dei miei confratelli. Più di uno mi ha detto: ‘Allora, lo celebri tu?’ Io non mi sono tirato indietro. Cosa dovevo fare? Il perdono c’è per tutti”.

Polemiche ed indignazione, da parte di tutti. La stessa parrocchia negò nel 2006 l’allora don Giovanni Nonne, su indicazione del Vicariato, disse “no” ai funerali dell’attivista malato di Sla, Piergiorgio Welby, che scelse dopo tanta sofferenza di morire.

E oggi, seppur non ufficialmente, su questa vicenda proprio il Vicariato fa trapelare il suo “imbarazzo”.

A finire ora nella bufera oltre alla Chiesa anche il ministro dell’Interno Alfano, la Questura e il sindaco di Roma.

Da più parti si chiede se qualcuno sapesse. Da destra arriva l’attacco al governo Marino («totale assenza dell’amministrazione», dice Marcello Fiori di Fi), dal Pd il renziano Michele Anzaldi si chiede se «Enac, Enav e aeroporto di Ciampino» fossero informati del «sorvolo di un elicottero»: si stanno facendo «accertamenti con Enac», spiega invece la Questura, ma sembra si trattasse di un «velivolo commerciale» che, sorvolando «un’area non interessata a restrizioni di sicurezza, non necessitasse di autorizzazioni». Sel, ma anche il dem Morassut, annunciano un’interrogazione ad Alfano.