‘Adua’ di Igiaba Scego: il ritratto di una donna alla ricerca di sé in un viaggio dalla Somalia a Roma

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 06 Set 2015 alle ore 7:06am

adua
Adua è il nuovo romanzo di Igiada Scego, Giunti Editore (Collana Italiana pp 192, costo 13,00 euro), disponibile in tutte le librerie, ritratto di una donna alla ricerca di sé in un lungo viaggio dalla Somalia a Roma.

Il racconto della storia di Adua, donna matura che vive a Roma da quando aveva diciassette anni. Una Vecchia Lira, così i nuovi immigrati chiamano le donne che sono giunte nel nostro paese durante la diaspora somala degli anni Settanta. Adua ha da poco sposato un giovane immigrato sbarcato a Lampedusa con il quale ha un rapporto ambiguo, fatto di tenerezze e scatti d’ira. Adua è confusa e a un bivio della sua vita: vorrebbe tornare nel suo paese che non vede dallo scoppio della guerra civile. Sola a Roma (perché la sua amica Lul è già rientrata in patria), confida i suoi tormenti alla statua dell’elefantino del Bernini che regge l’obelisco in piazza Santa Maria sopra Minerva, raccontando all’amico di marmo la sua storia: suo padre Zoppe, ultimo discendente di una famiglia di indovini, lavorava come interprete durante il regime fascista e negli anni Trenta barattò involontariamente la sua libertà con la libertà del suo popolo. Fuggita dai rigori paterni e dalla dittatura comunista, Ardua approda a Roma inseguendo il miraggio del cinema.Infatti, l’unico film da lei interpretato è un porno soft dal titolo Femina Somala, fonte solo di umiliazione e vergogna.E quando il suo Titanic sta per partire, Adua si rende conto di essere pronta a riprendere in mano la sua vita.

Romanzo a due voci, quella di un padre e di una figlia, la quale indaga il loro rapporto impossibile seguendo tutte le loro luci ed ombre. Ma alla fine Adua è soprattutto il racconto di un sogno, quello della libertà, che ha consumato in modo diverso e tempi diversi, le vite di entrambi.

Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974. Collabora con diverse testate «Internazionale», «Lo straniero», «la Repubblica». Tra i suoi libri: ‘Pecore nere’, scritto con Gabriella Kuruvilla, Laila Wadia e Ingy Mubiayi (Laterza 2005); ‘Oltre Babilonia’ (Donzelli 2008); ‘La mia casa è dove sono’ (Rizzoli 2010, Premio Mondello 2011), ‘Roma negata’ (con Rino Bianchi, Ediesse 2014). Esperta di transculturalità, adora gli elefanti, i gatti, il parmigiano, la cedrata e Caetano Veloso.