putin e siria

Cresce la tensione in Siria. Il presidente russo sempre più deciso ad un’azione militare a sostegno del presidente Assad, mentre i ribelli islamici avanzano nella provincia nord-occidentale di Idlib conquistando vaste aree della base aerea di Abu al Dohur.

Così dopo i divieti di sorvolo di Atene e Sofia, che hanno dato fastidio al Cremlino, per la presunta ingerenza della Nato, si punta ora a rifornimenti e a creare un ponte aereo su ”rotte alternative”, come l’Iran o all’invio di armamenti in Siria per rafforzare l’esercito siriano nella lotta contro il terrorismo.

E’ quanto conferma anche il portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova sul sito web del ministero, spiegando che “la minaccia terroristica nel Paese ha raggiunto un livello senza precedenti in Siria e nel vicino Iraq” e “gli armamenti consegnati all’esercito siriano servono per scoraggiare tale minaccia”.

Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un’intervista rilasciata a Skytg24, ha stigmatizzato un eventuale ulteriore intervento della Russia a difesa di Assad, spiegando che: “Se la Russia volesse difendere militarmente Assad sarebbe uno sviluppo negativo. Sarebbe una ulteriore complicazione di una situazione già complicata. Altra cosa se la Russia volesse solamente presidiare i suoi asset in Siria. Capiremo meglio nei prossimi giorni ciò che avremo di fronte. Se la Russia che ha basi militari in Siria, pensa di rafforzarle per difendere gli asset e di contrastare l’Isis è un conto”.

Ma circa il piano di Assad non sembra di essere d’accordo il segretario di Stato John Kerry, tant’è che avverte il collega il collega russo, Serghei Lavrov, nel corso di una conversazione telefonica che qualora le notizie di un dispiegamento di aerei e mezzi militari russi in Siria fossero vere, “si potrebbe andare verso più aspre violenze e non sarebbero affatto di aiuto” agli sforzi della comunità’ internazionale per la risoluzione della crisi”.

L’Italia certamente, si verrebbe a trovare tra due fuochi, e dal punto di vista logistico a rischio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.