Marines in Afganistan obbligati al silenzio su abusi su bambini

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 23 Set 2015 alle ore 6:12am

violenze su minori
Militari Usa impiegati in Afghanistan avevano l’ordine di “voltarsi dall’altra parte” quando assistevano a violenze sessuali nei confronti di bambini afghani da parte degli “alleati” e agenti della polizia locale.

A rivelarlo è New York Times che ha riportato alcune drammatiche testimonianze, di soldati americani, puniti per aver violato il silenzio e picchiato un agente afghano che aveva ridotto in schiavitu’ un bambino, tenendolo legato al letto per poi abusare di lui ripetutamente, a suo piacimento.

“Di notte li sentivamo urlare, ma non potevamo fare nulla”, e’ questo il racconto di Gregory Buckley, padre di un marine che prima di morire, nel 2012, gli rivelò questo terribile segreto.

“Mio figlio mi ha raccontato che i suoi superiori lo invitarono a voltarsi dall’altra parte, perché quella pratica rientrava nella loro cultura”. “Eravamo in Afghanistan per i terribili atti compiuti dai talebani contro la popolazione, contro i diritti umani”, ha spiegato l’ex capitano delle forze speciali Usa, Dan Quinn, che picchio’ un comandante della polizia afghana, dopo aver scoperto la presenza di un bambino legato al suo letto e sfruttato come schiavo del sesso. “Ma stavamo dando il potere a persone che facevano cose ancora più terribili dei talebani, come mi hanno raccontato anche gli anziani dei villaggi”.

E tale conferma arriva anche dal portavoce del Comando americano nel Paese, il colonnello Brian Tribus, “generalmente, le accuse di abusi sessuali sui bambini, compiuti da persone dell’esercito o della polizia afghana, sono materia che attiene al diritto penale afghano” e che “non e’ richiesto espressamente ai militari americani di denunciare” gli abusi.