Papa Francesco al Congresso Usa “No alla pena di morte e al commercio di armi”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 25 Set 2015 alle ore 12:25pm

papa congresso usa
Papa Francesco nel corso del discorso tenuto ieri al congresso americano tocca importanti temi della politica, della società e della Chiesa americana.

Primo pontefice in assoluto, in uno dei luoghi simbolo della politica americana – è destinato a passare alla storia per il suo discorso, che per dirla con le parole di padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, “non fa sconti a nessuno”. Né al presidente Barack Obama, a cui ricorda “il grido degli esclusi” e la necessità di “onorare gli impegni presi” di cui parlava tanto Martin Luther King, né alla Conferenza episcopale americana, dove Bergoglio invita ad aprirsi alla “cultura dell’incontro”, senza lasciarsi “paralizzare dalla paura”. Né, tanto meno, ai deputati e senatori del Congresso, che esorta a cancellare la pena di morte e a fermare il commercio di armi, nonché a accogliere i rifugiati.

Il tutto con il suo stile conciliante, rendendo omaggio in primo luogo al popolo americano attraverso le sue icone e presentandosi a Washington come “fratello tra fratelli”, “emigrante tra emigranti”.

Nei suoi 45 minuti di discorso, Bergoglio riesce ad incassare ben 36 applausi: vere e proprie standing ovation all’inizio e alla fine che durano oltre tre minuti; certamente meno fragorosi nelle parti dell’ala più conservatrice.

Bergoglio sposa la battaglia dei vescovi contro l’aborto, pur mantenendo la linea del non giudizio: non è un caso ricorda i personaggi chiave che hanno reso grande l’America in termini spirituali inserendo oltre a Lincoln, Luther King e Merton – anche Dorothy Day, una donna che si pentì del proprio aborto e divenne una figura di spicco del cattolicesimo sociale statunitense.
Da qui il richiamo a “proteggere e difendere la vita umana in ogni fase” e da qui l’affondo all’abolizione della pena di morte, a livello globale “Sono convinto che questa sia la via migliore, dal momento che ogni vita è sacra, ogni persona umana è dotata di una inalienabile dignità, e la società può solo beneficiare dalla riabilitazione di coloro che sono condannati per crimini […]. Recentemente – prosegue il papa – i miei fratelli vescovi qui negli Stati Uniti hanno rinnovato il loro appello per l’abolizione della pena di morte. Io non solo li appoggio, ma offro anche sostegno a tutti coloro che sono convinti che una giusta e necessaria punizione non deve mai escludere la dimensione della speranza e l’obiettivo della riabilitazione”.

E ancora, dice il papa, volendo citare alcuni passaggi cruciali del suo discorso: “Perché armi mortali sono vendute a coloro che pianificano di infliggere indicibili sofferenze a individui e societa’?”. “Purtroppo – ha osservato Francesco – la risposta, come tutti sappiamo, e’ semplicemente per denaro: denaro che e’ intriso di sangue, spesso del sangue innocente”. “Davanti a questo vergognoso e colpevole silenzio, e’ nostro dovere affrontare il problema e fermare il commercio di armi”.

“Nessuna religione – sottolinea Bergoglio – è immune da forme di inganno individuale o estremismo ideologico”. “Questo significa che dobbiamo essere particolarmente attenti ad ogni forma di fondamentalismo, tanto religioso come di ogni altro genere. Il nostro mondo e’ sempre più un luogo di violenti conflitti, odi e brutali atrocità’, commesse perfino in nome di Dio e della religione”.

Il papa lasciato il congresso ha incontrato gli ultimi della società, servendo loro da mangiare. Per poi dirigersi a New Work per altri incontri importanti e celebrazioni.