papa francesco onu
Un discorso rivolto all’Assemblea Generale durato quasi 50 minuti, quello di Papa Francesco, pronunciato ieri in spagnolo, sua lingua, e nella lingua ufficiale Onu, ascoltato in un’aula gremita di persone e di attenzione che non si erano mai visti prima.

Papa Francesco è il quarto pontefice a parlare alle Nazioni Unite ma è il primo a farlo per l’inaugurazione dei lavori dell’AG.

Ebbene, riesce ad affrontare le numerose e scottanti crisi internazionali, a non isolarle ma a legarle tra loro dando vita ad un bellissimo discorso, ricco di effetto e di significato.

C’era anche alcuni capi di stato, Angela Merkel, la presidente del Brasile Dilma Roussef, il boliviano Evo Morales, Raul Castro, la presidente del Fondo Monetario Internazionale Christine La Garde. Per il nostro Paese, il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, come per sottolineare i temi al centro del discorso del Papa. (Il premier Matteo Renzi arriverà oggi, per parlare all’assemblea di mercoledi).

“Casa, lavoro e terra; e un nome a livello spirituale: liberta’ dello spirito, che comprende la liberta’ religiosa, il diritto all’educazione e gli altri diritti civili”. Sono queste le richieste dei poveri e dei deboli del mondo delle quali Papa Francesco si è fatto interprete durante il suo discorso alla 70esima Assemblea Generale dell’Onu.

“La misura e l’indicatore più semplice e adeguato dell’adempimento della nuova Agenda per lo sviluppo. Sarà l’accesso effettivo, pratico e immediato, per tutti, ai beni materiali e spirituali indispensabili: abitazione propria, lavoro dignitoso e debitamente remunerato, alimentazione adeguata e acqua potabile; libertà religiosa e, più in generale, libertà dello spirito ed educazione”. “Pilastri dello sviluppo umano integrale che – come ha sottolineato Francesco – hanno un fondamento comune, che è il diritto alla vita, e, in senso ancora più ampio, quello che potremmo chiamare il diritto all’esistenza della stessa natura umana”.

E ancora ha detto il papa “Alzo la mia voce insieme a quella di tutti coloro che aspirano a soluzioni urgenti ed efficaci” riguardo ai cambiamenti climatici e alla necessità di fermare l’inquinamento atmosferico.

Per Francesco, “l’abuso e la distruzione dell’ambiente, allo stesso tempo, sono associati ad un inarrestabile processo di esclusione”. Mentre, “la crisi ecologica, insieme alla distruzione di buona parte della biodiversità, può mettere in pericolo l’esistenza stessa della specie umana”.

Lasciato il Palazzo di Vetro, Francesco si è poi recato per una visita-pellegrinaggio al Ground Zero dove ha incontrato i 12 leader religiosi in rappresentanza delle fedi di appartenenza delle quasi 3000 vittime morte negli attentati dell’11 settembre, che lo hanno accolto nell’antro ricavato dalle fondamenta che resistettero al crollo delle Torri Gemelle.

“Chiediamo al cielo il dono di impegnarci per la causa della pace. Qui, in questo luogo della memoria, ciascuno nella sua maniera, ma insieme”, ha detto Bergoglio.

Secondo il papa è proprio “nelle differenze, nelle discrepanze che è possibile vivere in un mondo di pace”.

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