Gigi D’Alessio non ci sta, sfogo su Facebook: “Basito per mio nome associato agli arresti di Marcianise”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Ott 2015 alle ore 5:10pm

gigi dalessio
Gigi D’Alessio, sulla sua pagina Facebook, commenta con queste parole la notizia di oggi, che vede coinvolti, in un fatto gravissimo di cronaca e corruzione, tre poliziotti di Marcianise, Alessandro Albano, sovrintendente di 48 anni, e gli assistenti Domenico Petrillo, di 41 anni, e Nunziante Camarca, di 37 anni. Accusati di peculato per aver scortato il cantante napoletano alla presentazione di un cd, a una sala bingo e in discoteca, utilizzando auto di servizio.

“Capisco che la notorietà è una condizione difficile ma comincio a credere che nel mio caso si tratti di un genere letterario. Non c’è giorno che non debba leggere cose mi riguardano e che mi lasciano basito. Quella di oggi è solo l’ultima. Vedere il mio nome associato a una operazione antimafia mi produce sbalordimento e irritazione assoluta”.

“Nel mio caso, non viene mai rispettato non dico la privacy, di cui pare non abbia diritto, ma neanche un criterio di opportunità che cade davanti all’esigenza di fare un titolo di giornale. Vengo prelevato dalla polizia o dai carabinieri e talvolta dai vigili urbani ogni qual volta faccio un concerto o partecipo ad un evento per ragioni di ordine pubblico. Non sono io che scelgo chi mi viene a fare la staffetta o quale corpo si occupa dei miei spostamenti, mi attengo a disposizioni che mi vengono date”, aggiunge ancora D’Alessio, spiegando “Se un mio fan, come del resto succede per altre migliaia, decide di prendere un aereo per seguire un mio concerto a New York, cosa certamente non inusuale, e che questo sia un poliziotto o un ingegnere non è certamente una variabile di cui mi occupo anche se questo pare sia sufficiente per vedere il mio nome infilato in una storia di cui ovviante non so nulla”.

Inoltre, secondo le indagini fatte dalla squadra mobile di Caserta coordinate dalla direzione distrettuale Antimafia di Napoli, i tre poliziotti avrebbero anche avuto prestazioni sessuali con prostitute sia all’interno del commissariato che in un’auto di pattuglia e sarebbero legati ad uno spaccio di droga.