novembre 6th, 2015

Lecce, paura in ospedale: detenuto fugge, spara agente e colpisce due persone

Pubblicato il 06 Nov 2015 alle 2:06pm

E’ accaduto a Lecce. Un detenuto piantonato nel reparto di Cardiologia dell’ospedale «Vito Fazzi» si è dato alla fuga questa mattina dopo avere sottratto la pistola di ordinanza ad uno degli agenti.

Si tratta di Fabio Perrone, condannato all’ergastolo per l’omicidio del 45enne slavo Fatmir Makovic e il tentato omicidio del figlio sedicenne di quest’ultimo, durante una sparatoria avvenuta la notte tra il 28 e il 29 marzo del 2014 a Trepuzzi.

Durante la fuga, Perrone ha ferito alla gamba l’agente del posto fisso di polizia in servizio all’ospedale, ha esploso alcuni colpi di pistola ferendo due persone, fortunatamente, a contrario di quanto inizialmente riportato, nessuna delle due sarebbe in pericolo di vita, poi ha bloccato una donna alla guida di un’auto riuscendo così a dileguarsi con il suo mezzo, una Toyota Yaris di colore grigio.

Biagio Antonacci, alle 23.50 su Canale 5 l’anteprima esclusiva di CI STAI, videoclip firmato da Federico Zampaglione

Pubblicato il 06 Nov 2015 alle 1:44pm

Questa sera, venerdì 6 Novembre alle ore 23.50, su CANALE 5 in anteprima esclusiva andrà in onda CI STAI il videoclip del nuovo brano di Biagio Antonacci che anticipa la pubblicazione di BIAGIO, nuova raccolta di successi con brani inediti, in uscita il prossimo 27 novembre su etichetta Iris/Sony Music. (altro…)

Lorenzo Jovanotti, “Gli Immortali” un film su SkyUno dal 4 dicembre 2015

Pubblicato il 06 Nov 2015 alle 1:10pm

Nato da un’idea di Lorenzo Jovanotti Cherubini, Gli immortali diventa “un filmino”, un racconto per immagini legato alla grande emozione collettiva legata al suo concerto.

In cui un gruppo di persone senza conoscersi e senza avere apparenti tratti comuni, si ritrovano a condividere insieme lo stesso momento di immortalità.

Prodotto da SoleLuna in collaborazione con Red Bull, il film per la regia di Michele Truglio andrà in onda su SkyUno dal prossimo 4 dicembre.

Gli immortali, non un semplice video di immagini dello show che ha dominato l’estate 2015, ma un’idea per raccontare qualcosa di più profondo ed inedito, mettendo al centro l’uomo, protagonista assoluto in tutta l’opera di Lorenzo Jovanotti.

Ovvero, sei storie, sei viaggi diversi per arrivare sino a San Siro, il 26 giugno 2015.

“Era natale. – racconta Lorenzo- Pensavo allo spettacolo negli stadi, ai mille dettagli che lo compongono. E’ venuto a trovarmi Michele Truglio, un amico e un regista con cui ho condiviso tanti momenti, anche quell’incredibile Fantastico con Pippo Baudo. Più chiacchieravamo e più prendeva forma questo senso di gratitudine che ho nei confronti di quel pubblico che mi segue, che è diventato un popolo numerosissimo, ma un popolo di persone, ognuna con la sua vita e la sua storia. Cercavo di metter insieme le facce, i nomi, le vite. Ho iniziato a pensare che erano proprio loro Gli immortali, o meglio, “quegli immortali” della canzone che avrei cantato alla fine del concerto.

E il film comincia proprio così, dalla parte finale del concerto. Lui che è sul palco e saluta, ringrazia il pubblico presente con l’ultimo pezzo ‘Gli Immortali’ mentre la camera inquadra i volti di alcune persone.

Persone diverse tra loro ma accomunate dallo stesso destino e dalla stessa passione. Il nastro si riavvolge, va indietro nel tempo. Inizia il racconto di giorni, ore e chilometri che porteranno le vite di quelle persone ad incontrarsi. Le vite di protagonisti incentrate nei giorni che precedono il concerto, l’attesa, il viaggio, i loro pensieri, le loro facce, quello che fanno nel quotidiano fino a quando le loro strade non si incroceranno allo stadio San Siro di Milano, il 26 giugno, in occasione della grande festa con Jovanotti.

“Non c’è vita che almeno per un attimo non sia stata immortale”, diceva il celebre verso della poetessa Nobel Wislawa Szymborska . E forse è proprio questo il senso di questa canzone che arriva alla fine dello spettacolo che ha fatto impazzire centinaia di migliaia di spettatori di “Lorenzo negli stadi 2015”. E’ la sensazione che in quell’attimo, con il mantello da supereroe, ci siamo sentiti tutti quanti un po’ immortali.

Le storie sono 6, quasi una per ogni centomila di quelle che hanno visto il concerto di Lorenzo. C’è una famiglia di Taranto, c’è un fan storico che segue il cantautore da quando era un giovane dj nei locali di Roma e che oggi con la sua band esegue i suoi pezzi. C’è Giovanni, la sua avventura fa commuovere e dà coraggio, e c’è Tony Cairoli, 8 volte campione del mondo di motocross. C’è Carolina alle prese con l’esame di maturità la mattina stessa del concerto, e c’è Ed, che gira per i bar e i locali con una chitarra in mano e scrive canzoni, e c’è Lorenzo, quello che canta, il nostro Jovanotti.

GLI IMMORTALI è un film che ti tiene attaccato allo schermo. Ricco di emozione, di divertimento, poesia. Un omaggio che Lorenzo fa alla sua gente ma è anche il racconto inedito della preparazione di mesi dello show che il cantautore prepara tra Italia e Stati Uniti. Un processo in cui ogni dettaglio che viene curato in maniera scrupolosa, in cui ogni piccolo ingranaggio trova la sua collocazione perfetta all’interno di una macchina efficiente e maestosa. Dalla realizzazione dei visual da proiettare sul maxischermo all’arrangiamento dei pezzi. Dalla progettazione del palco ai vestiti da indossare. Così, mentre il concerto prende forma a chilometri di distanza, scorrono le vite dei nostri protagonisti che preparano e cercano l’attimo in cui saranno loro stessi “IMMORTALI”.

In attesa della messa in onda, Red Bull lancia una speciale “call to action”: al raggiungimento di 13.000 tweet con hashtag #immortaaali su www.redbull.com/immortaaali sarà reso disponibile un contenuto esclusivo legato al film .

Per maggiori informazioni www.redbull.com/immortaaali

Papa: “Chi predica povertà non può vivere da faraone. La chiesa deve parlare con verità e testimonianza”

Pubblicato il 06 Nov 2015 alle 12:26pm

​«La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare». Sottolinea il Papa in un’intervista rilasciata al giornale di strada olandese Straatnieuws, diffusa anche da Radio Vaticana.

«C’è la tentazione della corruzione nella vita pubblica. Sia politica, sia religiosa». Ma una «tentazione», è quella di «fare accordi con i governi. “Si possono fare accordi, ma devono essere accordi chiari, accordi trasparenti. Per esempio: noi gestiamo questo palazzo – riferendosi a quello apostolico – ma i conti sono tutti controllati, per evitare la corruzione”.

«Non posso vivere qua – ha continuato il santo padre – semplicemente per motivi mentali. Mi farebbe male. All’inizio sembrava una cosa strana, ma ho chiesto di restare qui, a Santa Marta. E questo mi fa bene perché mi sento libero. Mangio nella sala pranzo dove mangiano tutti. E quando sono in anticipo mangio con i dipendenti. Trovo gente, la saluto e questo fa che la gabbia d’oro non sia tanto una gabbia. Ma mi manca la strada».

E alla domanda se avesse mai pensato di voler diventare pontefice, risponde. «No». «Quando ero piccolo non c’erano i negozi dove si vendevano le cose. Invece c’era il mercato dove si trovava il macellaio, il fruttivendolo eccetera. Io ci andavo con la mamma e la nonna per fare le spese. Ero piccolino, avevo quattro anni. E una volta mi hanno domandato: ‘Cosa ti piacerebbe fare da grande?’ Ho detto: il macellaio!».

Papa Francesco non si aspettava che sarebbe stato scelto proprio per fare il pontefice. «È venuto e non l’aspettavo». Ma aggiunge: «Non ho perso la pace. E questo è una grazia di Dio. Non penso tanto al fatto che sono famoso. Dico a me stesso: adesso ho un posto importante, ma in dieci anni nessuno ti conoscerà più», dice ridendo e risponde semplicemente con un «sì» al giornale che gli chiede se continuerà questo lavoro fino a quando ne sarà in grado.

Papa Francesco amava giocare a calcio da ragazzo ma non era una promessa. «A Buenos Aires – racconta – a quelli che giocavano il calcio come me, li chiamavano pata dura. Che vuol dire avere due gambe sinistre. Ma giocavo, facevo il portiere tante volte».

«Quando la Chiesa è tiepida, chiusa in se stessa, anche affarista tante volte» non è «al servizio, bensì si serve degli altri», ha sottolineato il pontefice durante la messa tenuta a Santa Marta invocando il Signore che ci dia «quel punto d’onore di andare sempre avanti, rinunciando alle proprie comodità tante volte e ci salvi dalle tentazioni».

«Nella Chiesa ci sono questi, che invece di servire, di pensare agli altri, di gettare le basi, si servono della Chiesa: gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi. E quanti sacerdoti, vescovi abbiamo visto così. È triste dirlo, no?», ha aggiunto nell’omelia.

«Io vi dico quanta gioia ho, io, che mi commuovo, quando in questa Messa vengono alcuni preti e mi salutano: ‘Oh padre, sono venuto qui a trovare i miei, perché da 40 anni sono missionario in Amazzonia’. O una suora che dice: ‘No, io lavoro da 30 anni in ospedale in Africa’. O quando trovo la suorina che da 30, 40 anni è nel reparto dell’ospedale con i disabili, sempre sorridente. Questo si chiama servire, questa è la gioia della Chiesa: andare oltre, sempre; andare oltre e dare la vita».

E riferendosi al Vangelo dice “Il Signore ci fa vedere l’immagine di un altro servo, «che invece di servire gli altri si serve degli altri». E, sottolinea «abbiamo letto cosa ha fatto questo servo, con quanta scaltrezza si è mosso, per rimanere al suo posto». «Anche nella Chiesa – avverte il Papa – ci sono questi, che invece di servire, di pensare agli altri, di gettare le basi, si servono della Chiesa: gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi. E quanti sacerdoti, vescovi abbiamo visto così. È triste dirlo, no? La radicalità del Vangelo, della chiamata di Gesù Cristo: servire, essere al servizio di, non fermarsi, andare oltre sempre, dimenticandosi di se stessi. E la comodità dello status: io ho raggiunto uno status e vivo comodamente senza onestà, come quei farisei dei quali parla Gesù che passeggiavano nelle piazze, facendosi vedere dagli altri». Quindi ci sono «due immagini di cristiani, due immagini di preti, due immagini di suore. Due immagini».

Laura Pausini: esce oggi “Simili”, il nuovo album di inediti, in 60 paesi del mondo

Pubblicato il 06 Nov 2015 alle 11:03am

Esce oggi, 6 novembre, “Simili”, il nuovo album di Laura Pausini, su etichetta Sony Music, in 60 paesi del mondo. (altro…)

Jack on tour, il 26 novembre Irene Grandi e Levante @ Firenze

Pubblicato il 06 Nov 2015 alle 7:52am

Si aggiunge una nuova tappa al viaggio del celebre van nero di Jack Daniel’s, che a novembre fa il suo ritorno sulle strade italiane con la sesta edizione di Jack On Tour, il viaggio musicale di Jack.

Dopo Roma e Bologna, Jack On Tour arriverà anche a Firenze per proseguire la ricostruzione delle storie -personali e professionali- di grandi nomi della musica italiana e internazionale. Sarà una tappa tutta al femminile, con due delle principali esponenti della scena rock e alternativa italiana: Irene Grandi e Levante.

Il loro live show andrà in scena giovedì 26 novembre al Hard Rock Cafe, uno dei palchi più importanti del capoluogo fiorentino, casa del rock in Toscana.

Tutti gli inediti showcase (ad ingresso gratuito) presentati in ogni città in cui si fermerà il van di Jack On Tour, costruiti dagli artisti appositamente per Jack, saranno introdotti da Federico Russo di Radio Deejay. Oltre al live fiorentino di Irene Grandi e Levante, gli altri due palchi saranno accesi da Max Gazzè (Roma @ Outdoor Festival, sabato 7 novembre – opening act: Bianco) e da Jack Savoretti (Bologna @ Estragon, sabato 21 novembre – opening act: Jaselli).

L’obiettivo è quello di accendere curiosità, passione ed emozioni in pubblico e musicisti, offrendo occasioni di incontro intense ed esclusive. Si scopriranno pertanto luoghi in cui sono nate grandi storie autentiche e la musica che ha preso vita proprio in queste location e che è stata il filo conduttore di ogni storia.

Ma non è tutto. Anche in questa stagione, il viaggio on the road di Jack On Tour avrà la sua finestra televisiva su DMAX (52 DTT, 136 e 137 Sky, tivùsat 28). Un rockumentary in 6 puntate in onda da gennaio – pensato e realizzato dal team di Bootique e da Zodiak Active – in cui il racconto del viaggio musicale di Jack si intreccerà con il back to the roots di ogni main artist, alla ricerca di aneddoti, storie, personaggi e incontri che riescano a tratteggiare con un tocco inedito e originale le loro personalità forti e indipendenti.

Lo spirito di Jack On Tour sarà condivisibile su Facebook (Jack Daniel’s Italia) e Instagram (@jackdaniels_ita); l’hashtag ufficiale è #jackontour.

DMAX e Radio Deejay media partner di Jack On Tour.

Allarme Chemsex, sesso e droga insieme: rischio dipendenza e malattie veneree

Pubblicato il 06 Nov 2015 alle 6:16am

Si chiama chemsex, ed è una e pericolosa pratica di fare sesso assumendo droghe, diffusa anche in Italia.

Pare sia molto diffusa soprattutto tra i giovani, che cercano di aumentare le proprie performance sessuali rischiando anche di contrarre malattie a trasmissione sessuale, prima tra tutte l’hiv.

A lanciare l’allarme, alcuni specialisti dell’Nhs Foundation Trust sul “British Medical Journal”.

In sostanza, rivelano gli esperti, assumendo amfetamine si riesce fare sesso anche per ore, ad avere prestazioni sessuali migliori, meno inibizioni e più piacere.

Ma gli effetti sulla salute sono veramente drammatici: danni alla psiche anche gravi e permanenti. Giornate intere di scuola o lavoro perso, insonnia, inappetenza di 72 ore, senza contare il rischio di infezioni e malattie veneree come l’hiv.