novembre 15th, 2015

G20: bozza di accordo in Turchia, lotta all’Isis e intesa per rafforzare i controlli ai confini

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 4:25pm

Foto di gruppo per i leader riuniti oggi ad Antalya, in Turchia per il vertice del G20. Sorrisi mesti dei capi di Stato e di governo, a due giorni dalla carneficina avvenuta a Parigi. Assente il presidente francese Francois Hollande.

Lunedì è previsto un incontro ristretto a cinque dedicato alla situazione dopo gli attentati, al quale parteciperà anche il premier Renzi oltre al presidente Usa Barack Obama, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier britannico David Cameron, il ministro degli esteri francese Laurent Fabius.

Il primo punto fermo che emerge dal summit è la condanna al terrorismo dell’Isis. Un forte sostegno alla Francia aggredita dai jihadisti e un accordo per rafforzare controlli ai confini e sul traffico aereo. Questi ed altri alcuni dei punti base della bozza del documento sulla sicurezza che, secondo fonti russe, i leader del G20 finalizzeranno stasera durante la cena del summit.

Il presidente turco Erdogan ha aperto i lavori chiedendo un minuto di silenzio per le vittime delle stragi. Sottolineando che «serve una piattaforma comune contro il terrorismo».

Poco prima Erdogan, accogliendo il presidente americano Barack Obama, aveva parlato di «discussione sui prossimi passi da adottare come coalizione alleata contro Isis» per «fronteggiare lo stesso terrorismo che colpisce a Parigi, Ankara, Suruc e Gaziantep».

Obama da parte sua ha auspicato il «rafforzamento dei confini fra Siria e Turchia per impedire a Isis di operare». Per il segretario generale dell’Onu Ban ki moon «urge una riflessione comune su Isis». Ma il tema della lotta al terrorismo non è l’unico argomento di dibattito.

In tale cornice si parla anche di Siria con i leader dei Brics – Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – che esprimono sostegno ai negoziati di Vienna per una transizione politica.

Addio alla regina del circo, Moira Orfei. Aveva 84 anni

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 2:52pm

E’ morta a Brescia, questa mattina, la regina del circo italiano Moira Orfei. Avrebbe compito 84 anni a dicembre. (altro…)

Papa Francesco durante l’Angelus: “Usare Dio per giustificare odio e questi atti è una bestemmia”

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 1:57pm

Papa Francesco, durante l’Angelus di oggi esprime profondo dolore per gli attacchi terroristici dell’altra sera avvenuti a Parigi. (altro…)

Turchia: aperto il G20 nel segno del terrorismo. Bilaterale tra Renzi e Putin

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 1:34pm

Sono iniziati da poco i lavori del vertice del G20 di Antalya. I 20 leader mondiali sono giunti in Turchia accolti dal presidente Erdogan per un summit dove l’argomento principale sarà principalmente il terrorismo e la minaccia dell’Is dopo i tragici attentati del 13 novembre a Parigi, e i recenti avvenuti nella stessa Turchia. (altro…)

U2, annullato il concerto portano il loro omaggio alle vittime del Bataclan

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 11:42am

Dopo i sanguinosi attentati del 13 novembre, la band irlandese degli U2 ha deciso di annullare il concerto in programma ieri sera nella capitale francese.

Preferendo di rimandare ad un altro momento la loro esibizione e con un messaggio sul loro social ufficiale Bono e i suoi compagni hanno scritto: “In seguito allo stato di emergenza in Francia il concerto degli U2 in programma il 14 novembre non andrà in scena. Abbiamo assistito scioccati, senza poterlo credere, a tutti gli attentati che si sono svolti a Parigi, e il nostro pensiero va alle vittime e alle loro famiglie”.

Ma non è tutto. Hanno dedicato anche un pensiero ai loro colleghi, della band Eagls of death metal che stavano tenendo un concerto presso il Bataclan, luogo nel quale hanno perso la vita 89 persone.

Bono e gli altri componenti degli U2 si sono recati all’entrata della sala concerti dove si è tenuto il massacro e hanno reso il loro omaggio alle vittime della strage come fatto anche centinaia di parigini nella giornata di sabato.

Attentati di Parigi, 3 gruppi coordinati, 2 auto identificate

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 10:33am

Il bilancio provvisorio degli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 è salito a ben 129 morti e 352 feriti: lo ha annunciato il procuratore di Parigi, François Molins, assicurando che i “terroristi” hanno agito in tre gruppi coordinati tra loro riconducibili a Siria e Iraq, come dichiarato durante le loro esecuzioni e rivendicazioni.

Il bilancio parla anche di 99 feriti in gravissime condizioni. Già sabato sera il primo ministro Manuel Valls, su Tf1, avvertiva “Siamo in guerra. Sarà lunga e difficile. E per questo dico che dobbiamo attenderci altri attacchi”.

Il procuratore di Parigi non esclude infatti che alcuni terroristi siano riusciti a scappare. Tre persone (cinque secondo altre fonti) sarebbero state già arrestate in Belgio, nel quartiere di Molenbeek. Identificate anche due autovetture utilizzate durante gli attacchi dai terroristi: una Seat nera e una Polo nera, quest’ultima utilizzata per arrivare al Bataclan.

La Seat sarebbe stata usata da un terzo commando. Al Bataclan hanno agito tre terroristi: 89 sono in tutto le persone uccise.

Colpiti sette obiettivi, luoghi pubblici, in rapida successione. L’esplosivo usato è stato il Tatp, perossido di acetone, chiamato in gergo “la madre di Satana”. Lo stesso impiegato negli attacchi di Londra del 7 luglio 2005, in cui persero la vita 52 persone in metropolitane e autobus. Facilmente reperibile in commercio.

Foto dalla rete

Valeria Solesin, l’italiana dispersa al Bataclan, potrebbe essere morta

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 10:00am

Sarebbe arrivata nella notte la tragica notizia: Valeria Solesin l’italiana che era stata data per dispersa sarebbe una delle vittime del “Bataclan”. La Farnesina parla di verifiche ancora in corso, ma il fidanzato Andrea avrebbe telefonato nella notte ad una zia in Trentino, per darle la triste notizia: “Valeria non si trova, credo che sia morta”. E anche la polizia francese parlerebbe di un riconoscimento. Il fratello Dario sarebbe in viaggio verso Parigi.

Ieri, in serata, anche il consolato italiano a Parigi ha fatto sapere alla famiglia della giovane che Valeria «potrebbe essere tra le vittime». La polizia ha infatti riferito che il corpo dell’italiana sarebbe stato identificato tra quelli ancora senza nome portati via dal luogo del massacro.

«Esiste, però, ancora un margine di dubbio, siamo in cerca di conferme», fanno sapere fonti della Farnesina. E’ stato rinvenuto un cadavere – non ancora identificato ufficialmente – che farebbe crollare le speranze: è quello di Valeria.

«Ambasciata e consolato – confermava alle 7 da Roma un funzionario della Farnesina – l’hanno cercata in tutti gli ospedali di Parigi dove sono stati portati i feriti». Fino a stamani all’alba senza alcun esito e anche la speranza comincia ormai ad affievolirsi. E l’Unità di crisi sta per diffondere il comunicato ufficiale.

«Speriamo sia tra i feriti – aveva detto ancora mamma Luciana ieri sera – ma la Farnesina ci dice che gli ospedali parigini sono ‘blindati’ ed è difficile avere informazioni».

La ragazza era andata al concerto al Bataclan assieme al fidanzato, Andrea Ravagnani, la sorella di questi, Chiara, entrambi trentini, e il fidanzato di quest’ultima, il veronese Stefano Peretti. Loro sono riusciti a mettersi in salvo; oltre allo shock non avrebbero riportato gravi conseguenze.

Secondo il fidanzato di Valeria, Alberto, la ragazza sarebbe stata fra le persone che si sarebbero nascoste nel sottotetto del Bataclan.

L’amica a Radio 24 al funzionario del Consolato generale d’Italia a Parigi, Sergio Fiocco, aveva dichiarato che «una sua amica l’ha vista ferita, ha preso la borsa con il cellulare ed è scappata. Da quel momento di lei non si hanno più notizie. È senza documenti perché la borsa l’aveva l’amica.

Valeria è una giovane laureata in sociologia, che da quattro anni sta svolgendo un dottorato all’Istituto di Demografia dell’Università della Sorbona Parigi 1. Si occupa nell’ateneo di temi legati alla famiglia e ai bambini, oltre alla comparazione sociologica tra sistema francese e italiano.

Ponte delle spie, con Tom Hanks e Steven Spielberg, dal 16 dicembre al cinema

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 7:18am

Viene annunciato come film dell’anno quello con protagonisti Tom Hanks e Steven Spielberg, tornati sul luogo del delitto per presentare la prima europea del Ponte delle spie, film ambientato in piena Guerra Fredda (che in Italia uscirà il 16 dicembre).

Il ponte, il Glienicker Bruecke, è il punto di passaggio tra Berlino e Potsdam, che fu residenza dei re di Prussia e al tempo della Ddr una città bella ma trasandata.

«Berlino è una città fantastica, così piena di storia», dichiara Hanks, in conferenza stampa che poi sorride ricordando i tre giorni di riprese passati sul ponte: «Mi ricordo soprattutto un gran freddo e noi intabarrati nei leggeri cappotti anni Sessanta. Sì, un gran freddo, d’altronde appropriato per una storia sulla Guerra Fredda».

Sanità, aumentano i no a pazienti per visite, ricoveri e farmaci

Pubblicato il 15 Nov 2015 alle 6:34am

Sono soprattutto le liste di attesa la maglia nera del servizio sanitario nazionale.

Per le ecografie ad esempio, si parla di nove mesi di attesa. Tempi biblici per esami come risonanze magnetiche e TAC. Si parla infatti di 13 mesi.

Tempi lunghi anche in oncologica dove si registra un discreto aumento di segnalazioni per radioterapia, chemioterapia e accesso ai farmaci oncologici (dal 9,4 al 12%).

E che dire dei ticket? Considerati dagli italiani come una vera e propria tassa sulla salute, un ostacolo all’accesso alle prestazioni: un peso sempre più insostenibile per famiglie bisognose e numerose.

Infine, ci sono i casi per cui, per imperizia del medico si verifichi una mancata applicazione dell’esenzione al ticket: 10,9% contro l’ 8,6% del 2013 e la difficoltà ad ottenere una visita a domicilio da parte del medico curante, rifiuto nella prescrizione di farmaci e persino rifiuto a l’accesso alla propria documentazione sanitaria o addirittura un no alla richiesta di farmaci e ricovero, perché non ritenuto necessario in quanto la prestazione può essere erogata dai servizi territoriali privati.

A puntare il dito è il 18/esimo Rapporto Pit Salute “Sanità pubblica, accesso privato”, basato su 24mila segnalazioni giunte lo scorso anno nel 2014, presentato a Roma dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.