Tumore al seno, negli ultimi 20 anni mortalità calata del 30%

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 16 Nov 2015 alle ore 6:15am

mammografia
Ad oggi la mortalità per cancro al seno è calata drasticamente, negli ultimi 25 anni. Si parla infatti del 30% in meno anche se aumentano le donne colpite dalla malattia, soprattutto sotto la soglia tipica dei 45 anni di età.

Questo lo straordinario risultato frutto di avanzate ricerche seguite in campo medico ma soprattutto grazie alla diagnosi precoce. Solo in Italia, infatti, di quasi 700.000 donne 2/3 sono riuscite a salvarsi, sconfiggendo “definitivamente” la malattia, avendo ricevuto la diagnosi da oltre cinque anni.

A Roma. ad esempio, durante International Meeting on New Drugs in Breast Cancer 200 esperti del settore, arrivati da tutto il mondo hanno parlato proprio di questi dati molto confortanti.

L’87% delle donne può sconfiggere un tumore alla mammella, ma il passo fondamentale resta la diagnosi precoce. Il tumore al seno si presenta soprattutto tra i 50-70, ma può colpire anche le più giovani . Per questo dicono gli esperti, effettuare la mammografia a partire dai 43-45 anni e continuarla a farla anche dopo i 70 può essere un’ottima arma di prevenzione.

“Lo screening nelle donne dai 50 ai 69 anni ha contribuito in maniera determinante a ridurre di quasi il 40% la mortalità per cancro del seno nell’ultimo ventennio – ha spiegato il prof. Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena di Roma e presidente del Convegno giunto alla quarta edizione -. L’età del primo esame va abbassata per tutte le donne a 45 anni e i controlli devono proseguire fino ai 74. Oggi solo due Regioni, Emilia-Romagna e Piemonte, hanno ampliato in maniera strutturata la fascia d’età da coinvolgere nei programmi di screening, come suggerito dal ‘Piano nazionale prevenzione’”.

“L’innovazione prodotta dalla ricerca ha permesso di raggiungere risultati importanti – afferma ancora l’esperto -. In quindici anni le percentuali di guarigione sono cresciute di circa il 10%, passando dal 78 all’87 per cento. Si tratta di un risultato eccezionale, da ricondurre alle campagne di prevenzione e a trattamenti innovativi sempre più efficaci”. Perché se si interviene ai primissimi stadi, la sopravvivenza può raggiungere anche il 98%”. Anche se “il tumore del seno resta la più frequente causa di morte per cancro nel sesso femminile, anche fra i 40 e i 50 anni. Vanno quindi sensibilizzate le donne ad aderire alla mammografia ed è necessario che le Istituzioni siano pronte a recepire le indicazioni che provengono dalla comunità medico-scientifica”.