L’Italia vicina alla Francia ma non in guerra

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 18 Nov 2015 alle ore 12:58pm

ministro pinotti
L’Italia ha deciso di non intervenire in Siria, di sfilarsi dalla chiamata alle armi francese spiegando che il suo contingente in Iraq è già tra i più consistenti ed è già in corso un aumento delle truppe.

Il premier Renzi spiega che “dichiarare guerra non ha senso”. La linea da sostenere è quella della cautela. “Prudenza e serietà” le parole d’ordine: tanta solidarietà alla Francia, ma l’Italia non dichiarerà guerra ai terroristi. Soprattutto non si farà trascinare “in alcuna iniziativa senza Stati Uniti e Russia – ha spiegato il premier – e senza avere un chiaro obiettivo strategico per il dopo”. Piuttosto l’Italia lavorerà per stanarli, i terroristi.

L’Italia garantisce dunque alla Francia gli aiuti richiesti, ma il ministro Pinotti fa sapere al Consiglio Ue che: “Noi ci sentiamo tutti uniti con la Francia perché pensiamo che l’attacco a Parigi sia stato un attacco al cuore dell’Europa. I nostri figli si sentono cittadini dell’Europa e sentono quello che è successo a Parigi come se fosse successo nella loro capitale”.

Oggi i ministri della Difesa, presieduti dall’alto rappresentante Federica Mogherini, discuteranno su come “sconfiggere il terrorismo. Non lo si fa solo con uno scatto, ma è una lunga marcia: dobbiamo ragionare con lucidità su tutti gli strumenti da mettere in campo. Se lo faremo uniti, questi strumenti saranno più forti”, sottolinea il ministro Pinotti.