Corleone, i boss progettavano di uccidere il ministro Alfano, come il presidente americano Kennedy

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 20 Nov 2015 alle ore 11:40am

ministro alfanoI carabinieri del Gruppo di Monreale, con l’aiuto di unita’ cinofile per la ricerca di armi e di un elicottero, hanno eseguito un’operazione antimafia tra i comuni di Corleone, Chiusa Sclafani e Contessa Entellina, nel palermitano. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, avrebbe scongiurato un omicidio già pianificato.

Alcuni mafiosi arrestati dai carabinieri pensavano di uccidere il ministro dell’Interno Angelino Alfano, perché ritenuto il responsabile dell’inasprimento del 41bis.

“Dovrebbe fare la fine di Kennedy”, avrebbero detto nel corso di una intercettazione. “Se c’è l’accordo gli cafuddiamo (diamo ndr) una botta in testa. Sono saliti grazie a noi. Angelino Alfano è un porco. Chi l’ha portato qua con i voti degli amici? E’ andato a finire là con Berlusconi e ora si sono dimenticati tutti”. “Dalle galere dicono cose tinte (brutte ndr) su di lui”, commentano i mafiosi Masaracchia e Pillitteri, riferendosi alle lamentele dei boss carcerati sul ministro dell’Interno. “E’ un cane per tutti i carcerati Angelino Alfano”, aggiungono.

Poi arriva il riferimento al presidente americano Kennedy, ucciso nel 1993. “Perché a Kennedy chi se l’è masticato (chi l’ha ucciso ndr)? Noi altri in America. E ha fatto le stesse cose: che prima è salito e poi se li è scordati”.

Nella conversazione i due mafiosi parlano della circostanza che Kennedy sarebbe stato eliminato dalla mafia perché, eletto coi voti dei boss, per poi non aver mantenuto i “patti”.

Tra gli arrestati dai carabinieri del Gruppo di Monreale, anche Rosario Lo Bue, capomafia già finito in carcere nel 2008, ma poi assolto e liberato, fratello di uno dei fiancheggiatori della latitanza del boss Provenzano.

A carico dei sei fermati le accuse sono di danneggiamento, illecita detenzione di armi e associazione mafiosa.