“Ci vediamo a Venezia” di Suzanne Ma, storia di forza e speranza di una ragazza cinese in Italia

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 29 Nov 2015 alle ore 7:26am

ci vediamo a venezia copertina
Ci vediamo a Venezia“, titolo originale ”Meet me in Venice. A Chinese Immigrant’s Journey from the Far East to the Faraway West” (2015) edito Giunti (pp. 288 costo 14.90 euro) di Suzanne Ma è un romanzo bellissimo, uno sguardo inedito, una storia vera, dura, ricca di forza e di speranza.

Un libro che costringe il lettore ad osservare il mondo che lo circonda con occhi diversi, più umani, portandolo a conoscere quello di Ye Pei, 17enne, trasferita da poco in Italia, il suo sogno di visitare Venezia, i suoi ponti, la sua laguna, mentre è incastrata in un lavoro e in una città che dista ore dalla Serenissima, dove dovrà decidere se costruire il proprio futuro o fuggire via.

Suzanne, canadese, e Ye Pei, cinese, hanno appuntamento in un paesino della provincia di Padova, alla fermata dell’autobus. Pei ha diciassette anni, è in Italia da poco e ha già capito che quello che l’affascinava quando era nel Qingtian – Venezia, i ponti, la laguna scintillante – è molto lontano dalla sua realtà. Suzanne, che ha origini cinesi, gira il mondo per conoscere e raccontare le storie dei migranti.
Tappa per tappa, Suzanne seguirà l’avventura italiana di Pei, una tra le migliaia di immigrati cinesi nel nostro paese. Pei che in Cina aveva una cotta per un compagno di classe e un blog: una vita da adolescente normale, lasciata per un lavoro in nero a Solesino come sguattera nel bar di una conoscente. Ma la ragazza è brillante e capisce presto che per riuscire in questo strano paese bisogna ingegnarsi. Impara a celebrare il sacro rito italiano del cappuccino, studia la lingua, prende la patente… Da Padova a Rimini ad Ancona e oltre, il suo sogno cresce e matura, fino alla decisione di rimanere in Italia e costruire qui la sua vita.

Suzanne Ma ha girato molto il mondo raccogliendo le storie della moderna diaspora cinese nelle città europee, canadesi, cinesi e americane. Si è laureata alla Graduate School of Jornalism della Columbia University, ha vinto la Pulitzer Traveling Fellowship, che ha contribuito a finanziare il lavoro per scrivere questo romanzo. Ha scritto, tra gli altri, per Wall Street Journal, Blloomberg Businessweek, Associated Press, Huffington Post.
I suoi genitori, cinesi, l’hanno spinta a imparare la lingua del loro paese d’origine, incoraggiandola a scoprire il valore della sua identità e della sua cultura. Susanne e suo marito vivono in Canada a Vancouver.