dicembre 10th, 2015

Il presidente Mattarella: “Contro l’Isis l’Italia è in prima linea”

Pubblicato il 10 Dic 2015 alle 12:16pm

In un’intervista rilasciata a tutto campo al direttore del Messaggero il capo dello Stato Sergio Mattarella spiega che il nostro Paese è in prima linea nell’azione antiterrorismo, che l’Isis si può battere, ma è possibile con un’azione condotta su più fronti: politico, culturale, assicurando anche una maggiore collaborazione delle intelligence tra i vari Paesi.

“Dal ritorno da uno stato libico dipende infatti la fine del califfato nella regione. La Conferenza di Roma di questi giorni è quanto mai opportuna. Una volta formato un governo libico di unità nazionale, spiega, la comunità internazionale avrà il dovere di aiutarlo e l’Italia sarà la prima ad essere disponibile”, spiega Mattarella.

E continuando “Ogni passaggio a vuoto del Parlamento sui giudici costituzionali incide sulla sua autorevolezza e su come viene valutato”.

Infine il capo dello Stato definisce un problema serio e grave lo stallo in cui sono finite le Camere nell’elezione dei tre giudici della Consulta, rimarcando con decisione che questo vuoto non può e non deve continuare.

Poi conclude dicendo che “Roma e l’Italia faranno bene la loro parte in questo anno all’insegna del Giubileo”.

Perché lo hanno già dimostrato nel giorno dell’apertura della Porta Santa, con organizzazione e vigilanza all’altezza della situazione.

Salva-banche: pensionato suicida, aveva perso tutti i risparmi. Le accuse in una lettera

Pubblicato il 10 Dic 2015 alle 10:55am

Una vera tragedia quella che ha colpito un pensionato e ha sconvolto l’Italia intera.

Mercoledì 9 dicembre: 11 giorni dopo il suicidio, è stata trovata una lettera di poche righe scritte al computer, nelle quali D. L., pensionato 68enne di Civitavecchia, ex operaio dell’Enel, racconta di aver perso 100mila euro (suddivisi tra obbligazioni, un lingotto d’oro e contanti) che aveva affidato alla Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, filiale di Civitavecchia tutti i suoi risparmi.

La banca Popolare dell’Etruria è uno dei quattro istituti in crisi “risolti” dal governo con il decreto Salva banche, che ha azzerato il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate emesse dagli istituti. E i risparmi di una vita azzerati dal giorno alla notte sono stati il motivo per cui il pensionato, il 28 novembre scorso ha deciso di prendere una corda e di impiccarsi nella sua abitazione.

A ritrovare il corpo senza vita dell’uomo è stata la moglie, che ha avvertito subito la polizia e chiamato i primi soccorsi.

Poi la notizia del ritrovamento della lettera nel pc dell’uomo che viene riportata dalla testata online locale: il direttore Paolo Gianlorenzo racconta infatti che quello lasciato dal 68enne “è un atto di accusa nei confronti della banca Etruria. Il signore era un correntista da 50 anni e da mesi cercava di rientrare in possesso dei suoi soldi: aveva anche proposto alla banca di accontentarsi di una somma più bassa”.

Non solo: “L’uomo accusa l’istituto di credito Etruria di avergli cambiato il profilo da basso ad alto rischio e di avergli addirittura mandato un funzionario da Arezzo per rassicurarlo che i suoi risparmi sarebbero stati in buone mani”.

Ma seconda quanto scrive l’Ansa la lettera è stato ritrovata dalla moglie di fianco al corpo il giorno stesso del suicidio.

Da qui è nato subito un gruppo chiamato apputno Vittime del Salva-Banche che ha scritto una nota di condoglianze alla famiglia, come del resto hanno fatto anche le associazioni Adusbef e Federconsumatori, che parlano di “esproprio criminale del risparmio anticipato del bail-in”. Insieme unite chiedono al procuratore capo di Civitavecchia, Gianfranco Amendola, di aprire un’indagine per verificare se il decreto sulla risoluzione delle quattro banche sia “compatibile con le norme penali e con la Costituzione”.

Il Codacons invece ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per il reato di istigazione al suicidio. “Chiediamo alla Procura di Civitavecchia di aprire una indagine sulla base dell’art. 580 del Codice Penale, volta ad accertare eventuali responsabilità di terzi nel suicidio del pensionato – afferma il presidente Carlo Rienzi – In particolare vogliamo sapere se eventuali comportamenti di organi pubblici o soggetti privati abbiano potuto in quale modo contribuire al tragico gesto, spingendo l’uomo alla disperazione e quindi al suicidio”.

L’istruzione della mamma è capace di influenzare il Dna dei figli

Pubblicato il 10 Dic 2015 alle 8:07am

L’istruzione che la mamma da’ ad un figlio sembra influenzare quest’ultimo non solo da un punto di vista comportamentale e sociale, ma anche dal punto di vista genetico. Al punto che i nati da madri che non hanno terminato la scuola potrebbero avere maggiori probabilità di essere svantaggiati per tutta la loro esistenza.

A rivelarlo una ricerca condotta dalla University of California-San Francisco (UCSF) e pubblicata sul Journal of Perinatology, che ha esaminato la lunghezza dei telomeri, molecole che si trovano nella parte terminale dei cromosomi capaci di proteggere contro la perdita di Dna durante la divisione cellulare.

L’accorciamento della lunghezza dei telomeri, legato all’età è capce di aumentare il rischio di diabete, obesità e cancro.

Studi precedenti hanno dimostrato infatti che la loro lunghezza nei neonati varia a seconda dei fattori genetici, e ancora, fumo o utilizzo di farmaci in gravidanza.

La nuova ricerca, condotta su campioni di sangue del cordone di 54 bambini, nati da mamme di origine latinoamericana che avevano partorito al San Francisco General Hospital, è riuscita a dimostrare che i telomeri dei neonati le cui madri non avevano diploma di scuola superiore sono più corti del 5-6% rispetto a quelli dei figli di madri diplomate.

Per questo spiega l’autrice Janet Wojcicki, professore associato di pediatria presso l’UCSF “Il fatto che abbiamo trovato un effetto relativo all’istruzione materna sulla salute cellulare quando i bambini sono ancora nel grembo sottolinea l’importanza dell’accesso all’istruzione, in particolare per le famiglie a rischio”.

Antonio Banderas divorzio da Melanie Griffith da 780mila dollari

Pubblicato il 10 Dic 2015 alle 7:20am

Costa carissimo il divorzio ad Antonio Banderas dall’attrice ed ex moglie Melanie Griffith, visto che dovrà corrispondere un assegno mensile di ben 65mila dollari per alimenti, 780mila dollari l’anno.

Nel 2014, dopo 18 anni di matrimonio la coppia si è separata con un accordo finanziario che è stato ratificato solo di recente.

A riportare i dettagli della cifra da pagare è “TMZ”, il quale sostiene che Banderas abbia diritto a tutti i soldi guadagnati prima del 2004, quelli guadagnati dal 2004 al 2014 dovranno essere divisi per metà con la ex moglie.

Nel 2004 la coppia ha fatto un nuovo accordo finanziario, circa il patrimonio ai fini matrimoniali.

Ecco allora che i ricavi della villa di Los Angeles venduta da poco saranno divisi in parti uguali, mentre la casa di Aspen andrà per intero alla Griffith.

L`attrice aveva inizialmente richiesto anche la piena custodia della figlia Stella, ma nel settembre 2014 quando la ragazza ha compiuto il diciottesimo anno di età la questione è stata risolta.

Per la Griffith è il quarto divorzio, mentre per Banderas il secondo, il quale è attualmente legato alla consulente olandese Nicole Kimpel, di 20 anni più giovane.

Non sono di Ylenia Carrisi, i resti del cadavere trovato in Florida

Pubblicato il 10 Dic 2015 alle 6:45am

Non appartengono a Ylenia Carrisi, la figlia dei cantanti Albano Carrisi e Romina Power, i resti del cadavere trovato nei pressi di una stazione di servizio in Florida. L’agente speciale Dennis Haley, nella puntata di ieri sera del programma “Chi l’ha visto?” di Rai3, ha spiegato che l’esame del Dna ha escluso che la donna trovata morta in Florida il 15 settembre 1994 sia Ylenia Carrisi, scomparsa a New Orleans nel 1993.

Ad ipotizzare possibili legami con il caso Carrisi gli spettatori di una tv americana, dopo la confessione fatta da un serial killer e l’appello televisivo lanciato dallo stesso Haley per identificare la vittima.

Qualche settimana fa infatti i carabinieri di Brindisi avevano prelevato alcuni campioni di Dna ad Albano e agli altri tre fratelli di Ylenia. Allo stesso accertamento si era sottoposta anche Romina che vive a New York.

Le analisi erano state sollecitate dall’Interpol per una comparazione del codice genetico della famiglia Carrisi con i rei resti di una donna uccisa nello stesso periodo in Florida.

Un delitto che ora resta irrisolto, dopo che nel 1997 venne attribuita la colpa ad un camionista, Keith Hunter Jesperson, che decise di confessare, rivelando di aver ucciso una ragazza giovane e bionda che gli aveva chiesto un passaggio e che si faceva chiamare Susanne, stesso nomignolo utilizzato da Ylenia nel periodo trascorso negli Usa.

Addio dentista, dall’Australia il super smalto al fluoro contro le carie

Pubblicato il 10 Dic 2015 alle 6:28am

La carie dentaria progredisce lentamente tanto da poter essere arrestata e persino invertita, riducendo così dell’80 per cento la necessità di ricorrere alle otturazioni. E’ quanto assicurato da una ricerca condotta dai ricercatori dell’Università di Sydney, pubblicata sulla rivista scientifica Community Dentistry and Oral Epidemiology.

In pratica le otturazioni non sarebbero più necessarie. In molti casi la carie dentaria, scrive il responsabile dello studio sull’odontoiatria senza trapano, Wendell Evans, basta un approccio preventivo con l’applicazione di uno smalto ad alta concentrazione di fluoro sui denti che mostrano i primi segni di carie.

“Spesso la carie può essere individuata e trattata prima di diventare una cavità. Un dente dovrebbe essere trapanato e otturato solo quando è già evidente una cavità”, aggiunge.

Grazie ad una ricerca durata sette anni, Evans e i suoi collaboratori hanno messo a confronto le condizioni di oltre 1000 pazienti, parte dei quali erano stati trattati con la gestione preventiva. Ebbene dopo sette anni, la necessità di otturazioni era ridotta fra il 30 e il 50 per cento tra i pazienti sottoposti al trattamento preventivo, rispetto a pazienti trattati con i metodi tradizionali.

“I risultati sono una buona notizia per i tanti che evitano il dentista perché soffrono di vera fobia del trapano”, osserva lo studioso.