“L’uomo che veniva da Messina” di Silvana La Spina, la storia del grande pittore siciliano

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 21 Dic 2015 alle ore 7:00am

luomo che veniva da messina
L’uomo che veniva da Messina è un romanzo fortemente avventuroso, nel quale la sete dell’assoluto e della perfezione si somma all’appetito della carne e della gloria. Protagonista della vicenda è il grande pittore siciliano Antonello da Messina, appena tornato da una Venezia flagellata dalla peste.

Un romanzo storico, d’arte, ma anche un ritratto raccontato a ritroso di un uomo che, in preda al delirio, in punto di morte, invoca il suo Maestro Colantonio e gli racconta la sua vita.

Silvana La Spina con questo racconto, edito Giunti Editore (disponibile in tutte le librerie da novembre al costo 18,00 euro, già in ristampa) vuole restituire il pittore del ’400 di cui si sa molto meno di tanti altri della storia dell’arte.

Un uomo solo, un personaggio del suo tempo, curioso di imparare nuove tecniche pittoriche con la voglia di confrontarsi con altri artisti; coraggioso al punto da essere in forte contrasto con la sua famiglia fino a lasciare Messina alla scoperta di nuovi mondi e nuove esperienze.

Messina, 1479. Un uomo sta morendo nella sua casa, dopo aver vagato per mesi accompagnato da una bara con dentro una giovane donna. E’ Antonello da Messina, il grande pittore siciliano, appena tornato da una Venezia flagellata dalla peste.
Antonello è famosissimo ormai. Ma la Sicilia non ama i suoi figli più geniali e Antonello lo sa. Per questo adesso, nel delirio finale, invoca il vecchio maestro Colantonio.
Quel delirio gli farà rivivere l’infanzia pezzente e l’incontro con i misteriosi artisti del Trionfo della Morte; lo porterà da una Napoli dominata dai cortigiani, come il Panormita e la bella Lucrezia, alla Roma dei cardinali cialtroni e delle puttane; dalla Mantova del Mantegna, alla Arezzo di Piero della Francesca. Da Bruges, dove finalmente scoprirà l’amore e persino il segreto della pittura a olio, a una Venezia che gli darà fama e gloria e l’amicizia coi Bellini.

Scritto in una lingua ora lucida ora appassionata è anche l’affresco dell’epoca, crudele, affamata di gloria, dove domina l’Angelo della Morte.

Un romanzo di un uomo, Antonello, che fece della sua ambizione un’arma, della sua fame di carne e di femmine un’ossessione, della pittura uno strumento per durare in eterno.

SILVANA LA SPINA è nata a Padova da madre veneta e padre siciliano. Ha pubblicato il volume di racconti Scirocco (La Tartaruga 1992, premio Chiara) e i romanzi: Morte a Palermo (La Tartaruga 1987, Baldini & Castoldi 1999; premio Mondello), L’ultimo treno da Catania (Bompiani 1992), Quando Marte è in Capricorno (Bompiani 1994), Un inganno dei sensi malizioso (Mondadori 1995), L’amante del paradiso (Mondadori 1997), Penelope (La Tartaruga 1998), La creata Antonia (Mondadori 2001), La continentale (Mondadori 2014). Sempre per Mondadori i tre romanzi dedicati alle indagini del commissario Maria Laura Gangemi: Uno sbirro femmina (2007), La bambina pericolosa (2008) e Un cadavere eccellente (2011).