Al Qaeda minaccia l’Italia in un video: “Ha occupato Tripoli e per questo se ne pentirà”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 15 Gen 2016 alle ore 7:20am

al qaeda
«L’Italia romana ha occupato Tripoli». Il numero due dell’organizzazione di al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, in un video della durata di 23 minuti e 24 secondi il cui contenuto è stato rivelato dall’agenzia mauritana ‘al-Akhbar’, minaccia l’Italia.

Gli «invasori» italiani si pentiranno e saranno «umiliati e sottomessi». Per Anabi, inserito a settembre dello scorso anno dagli Usa nella lista nera dei terroristi più ricercati, quello in corso in Libia è un vero e proprio «complotto», a partire dall’accordo firmato a dicembre a Skhirat dai rappresentanti dei parlamenti di Tripoli e Tobruk, fino alla cosiddetta «occupazione» da parte dell’Italia.

Stando al terrorista, «un generale italiano», di cui non fornisce altri dettagli, «è a capo di un governo fantoccio di cui fa parte gente della nostra razza che ha venduto la sua religione», alla stregua di quanto accadde in Iraq con «la nomina di Paul Bremer dopo la campagna criminale di George Bush», per non parlare di come «il suo compagno di crimini Donald Rumsfeld ha insozzato Baghdad».

Nel video, Anabi spiega che «con le rivoluzioni arabe l’Occidente crociato ha assistito al ritorno dei musulmani alla loro religione, ha preso atto del loro desiderio ostinato di applicare la sharia, e non ha trovato altro rimedio che tornare a occupare quei territori, mettendo le sue avide mani sulle ricchezze e sul petrolio e continuare a controllarli».

Ma «la minoranza euro-americana controlla il mondo in generale e la nostra ummah (comunità, ndr) musulmana in particolare», mentre «chi non si rassegna e resiste è definito un terrorista ed è ricercato vivo o morto», laddove «il concetto di terrorismo mira a diffamare il jihad». Ai libici, il terrorista chiede pertanto di «trovare l’unanimità, unificare i discorsi, ordinare le fila e chiarire le divergenze» contro il «complotto» in corso.