Bimba di 5 mesi operata d’urgenza alla Casa Sollievo della Sofferenza per neoplasia al cervello

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 23 Mar 2016 alle ore 11:31am

casa sollievo della sofferenza
Nei giorni scorsi una bimba di appena 5 mesi è stata operata d’uregnza alla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo per una neoplasia al cervello.

La piccola ha superato brillantemente l’intervento; le sue condizioni restano stabili. Ha anche ripreso ad alimentarsi.

Da due giorni ha lasciato la terapia intensiva ed è stata trasferita al reparto di Neurochirurgia.

La bambina è stata trasportata in ospedale con in uno stato di perdita di coscienza, febbre e vomito. Dai primi accertamenti sarebbe emerso subito un quadro molto preoccupante dovuto anche alla presenza di una voluminosa neoplasia che occupava sia i ventricoli laterali che il terzo ventricolo del cervello.

La bambina, per paura che non superasse l’intevento è stata anche battezzata nella stanza dell’ospedale. I genitori hanno scelto come secondo nome Pia.

Alla piccola, è stata subito praticata una derivazione ventricolare esterna. “Si tratta di una procedura chirurgica per posizionare un catetere nel sistema ventricolare del cervello con l’obiettivo di drenare il liquido e ridurre la pressione endocranica – spiega Alfredo del Gaudio, primario dell’unità di Anestesia e Rianimazione II-. Successivamente l’abbiamo tenuta sedata per un giorno per stabilizzare il quadro clinico e per prepararla al meglio all’intervento al cervello”.

“La neoplasia – spiega Vincenzo Monte, neurochirurgo del dipartimento Testa-Collo – occupava sia i ventricoli laterali che il terzo ventricolo del cervello. Con un approccio transcalloso tra i due emisferi cerebrali, siamo arrivati all’interno dei ventricoli laterali del cervello e con il microscopio operatorio abbiamo rimosso radicalmente la neoplasia, che occupava quasi un quarto del volume del cervello. Fondamentale è stato anche l’ausilio del neuronavigatore, uno strumento innovativo che, sulla base di tac e risonanze già acquisite, ricostruisce un’immagine tridimensionale delle parti anatomiche del paziente. Il chirurgo è in grado così di localizzare passo dopo passo, in tempo reale e con la massima precisione, sia le parti anatomiche, sia le neoplasie”.