ustica
E’ una storia vera quella raccontata in ‘Ustica’, il film di Martinelli in uscita in tutte le sale il prossimo 31 marzo.

I ragazzi di oggi, probabilmente, non sanno nemmeno cosa sia Ustica. Qualcuno forse conoscerà il comune siciliano perché meta di vacanze, ma c’è chi in quegli anni c’era e associa questo posto alla morte.

E’ lì, infatti, che si è compiuta una strage che ha lasciato ancora tanti misteri.

Un incidente aereo in cui hanno perso la vita 81 persone, 14 bambini.

Ma cos’è successo quel terribile 27 giugno 1980?

Quello che si sa di certo è che un DC9 appartenente alla compagnia ITAVIA, partito da Bologna con due ore di ritardo, a un quarto d’ora dall’atterraggio a Palermo, scompare dagli schermi radar senza lanciare alcun segnale di emergenza e si schianta tra le isole di Ponza e Ustica.

Ma nel film d’inchiesta di Martinelli (Vajont, Piazza dalla Cinque lune, Barbarossa), un super lavoro documentale durato quattro anni, si cerca la verità.

Ecco allora che un inseguimento ad alta tensione tra jet militari nei cieli del Mediterraneo e un Mig libico che precipita sulla Sila è la prima scena del film in uscita il prossimo 31 marzo. Un racconto a quasi 36 anni di distanza da quel terribile incidente.

Tanti i personaggi, ispirati a quelli reali o del tutto inventati per raccontare la vicenda e le varie teorie che si sono susseguite nel corso degli anni.

Nel cast: Marco Leonardi, Caterina Murino, Lubna Azabal, Tomas Arana, Federica Martinelli, Paco Reconti, Yassine Fadel, Joe Capalbo, Jonis Bascir, Shelag Gallivan e un cameo di Enrico Lo Verso.

Martinelli smonta, punto per punto, nel suo lavoro le tre ipotesi sulle cause del disastro: cedimento strutturale dell’aereo, una bomba a bordo, un missile. «Non è stato facile
fare questo film – spiega il regista -, un’impresa titanica finanziaria e anche una ricerca durata anni, dopo che il giudice Priore mi ha messo a disposizione un dischetto pieno delle cinquemila pagine della sua sentenza. A pagina 118 si legge come siano stati rinvenuti nella zona del disastro pezzi di un aereo che non appartenevano al Dc9 Itavia. Allora anche il Tg1 parlò chiaramente di una collisione tra aerei, ma poi questa verità venne smantellata».

Le precisazioni del giudice Priore: «È ancora in corso un processo sulla strage di Ustica, ma i miei successori, da quello che ne so, stanno seguendo un’altra pista, diversa da quella del film di Martinelli. Quando ho lavorato io all’inchiesta, le prove, a volte, mi venivano sottratte sotto gli occhi. Tra queste quella di un battellino salvagente che aveva cinque numeri identificativi, un battellino della portaerei Saratoga che era allora di stanza a Napoli. Chiesi di quel battellino, ma mi dissero che non si trovava più. Lo scontro forse fu provocato da un aereo della Saratoga che poi ha recuperato il pilota. Da qui il ritrovamento del battellino di salvataggio».

A qui tempi, spiega ancora Priore, «l’Italia aveva una moglie americana e un’amante libica (sottolinea riferimento ai rapporti commerciali, specie quelli legati al petrolio, ndr). Eravamo insomma stretti tra questi due poteri».

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