Milano, Matris: rete di donatrici belle e in difficoltà economiche, altre ignare di quello che accadeva

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 15 Mag 2016 alle ore 8:47am

arresto antinori
Particolari agghiaccianti emergerebbero in seguito all’arresto del professore Antinori e il sequestro della clinica Matris di Milano. Grazie alla denuncia sporta da una 24enne spagnola per furto di ovuli e terapia ormonale, spacciata per altra terapia in seguito ad un intervento di cisti ovarica a cui si era sottoposta.

Severino Antinori, infatti, secondo quanto riportato da Repubblica avrebbe arruolato giovani donne sotto i trenta di età, come previsto dal regolamento dell’eterologa. Belle e in buona salute, con pesanti difficoltà economiche alle spalle, ideali per fare leva e giustificare ripetuti bombardamenti ormonali e prelievi di ovuli dietro il “pagamento” di un corrispettivo.

Secondo quanto emerso con l’arresto di Antinori, la 24enne che ha sporto denuncia avrebbe lavorato nella clinica per circa un mese, e nel suo caso sarebbe stata sottoposta prima ad un intervento per cisti ovarica, e poi ad una terapia ormonale che avrebbe portato al prelievo di ovuli destinati ad un’altra paziente senza il suo consenso.

Trattenuta con forza sul lettino, avrebbe riportato ecchimosi compatibili con la violenza subita. Privata del telefono cellulare, al risveglio dall’anestesia, sarebbe riuscita a dare denucnaire tutto al 112.

“Negli ultimi mesi infatti, ho incontrato e sentito i racconti di almeno venti ragazze che in quella clinica hanno subìto di tutto. E la giovane spagnola non è certo l’unica alla quale sono stati sottratti degli ovociti”, dichiara Giovanni Pizzo, uno dei legali ai quali si sono rivolte diverse giovani finite – volontariamente o meno – nella rete di donatrici di gameti alla clincia Matris. Un sistema per trovare la materia prima per la fecondazione eterologa che negli ospedali pubblici lombardi, a più di due mesi dalla sentenza della Consulta, ancora non decolla.

Il difensore Vinicio Nardo di Antinori, sostiene invece: “Non mi spiego che interesse potesse avere un ginecologo famoso in tutto il mondo a imbrogliare una ragazza ignara”. E sulla rapina aggravata, uno dei reati contestati al ginecologo, dice: “Dal punto di vista del diritto mi sembra una forzatura. La dinamica in base a cui viene fatta la contestazione è poco credibile”.

Eppure le prime denunce contro Antinori sarebbero arrivate ai Nas prima di Natale. Fra queste anche quella di M.S., 21 anni, di origini brasiliane, che a Repubblica aveva raccontato come funzionava l’arruolamento delle ragazze. Una figura che, almeno fino a qualche mese fa, avrebbe dovuto avere un ruolo chiave, Barbara Bella, organizzatrice di eventi con il compito di trovare giovani disposte a diventare donatrici di ovuli.

“Mille euro in contanti in busta chiusa per un prelievo andato a buon fine”, raccontano le ragazze che si sono sottoposte all’intervento che permette di prelevare fino ad massimo di 15 ovuli. E donne sterili che si sono rivolte alla Matris per avere un bambino – disposte a pagare anche cifre superiori ai 5mila euro per una gravidanza – che ne potevano ricevere al massimo cinque.

Un corrispettivo che poi non veniva corrisposto alle donatrici, perché “Dopo l’operazione, veniva detto di non aver trovato ovuli da prelevare”, aggiunge ancora il legale.

Nel frattempo però, medici, infermieri, segretari, genetisti, psicologi andavano via o messi in condizione di farlo, perché “sconvolti dalle pratiche mandate avanti dalla clinica. Pratiche ancora tutte da chiarire, e sulle quali indagano ancora i Nas di Milano.

“Quando ce ne siamo andati, la Matris si è popolata di strane figure che il professore faceva lavorare al suo fianco”. Giovanissime assistenti e infermiere arrivate dall’estero “Si scattavano selfie in continuanzione mentre erano in ambulatorio, con le pazienti lì accanto”.