Figli in provetta, coppie sempre più ‘mature’, pagano cure di tasca loro

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 19 Mag 2016 alle ore 8:46am

procreazione assistita
Per avere un figlio con l’aiuto della medicina le coppie con problemi di infertilità arrivano sempre più tardi alla fecondazione assistita, e nel 35% dei casi devono accollarsi di tasca propria tutte le spese necessarie.

Per il 14% dei casi i costi della Pma sono sostenuti dal Servizio sanitario regionale, per il 49% bisogna pagare il ticket: così, per chi sostiene personalmente la spesa, il costo si aggira intorno ai 4.000 euro (4.200 euro al Nord, 5.200 al Centro, 2.900 al Sud). Per chi paga il ticket presso centri pubblici e privati convenzionati, l’esborso è in media di 340 euro (280 euro al Nord, 700 al Centro, 370 al Sud).

A fornire questi dati è la ricerca ‘Diventare genitori oggi’, presentata a Roma e realizzata dal Censis in collaborazione con la Fondazione Ibsa a 8 anni di distanza dalla prima indagine sul tema.

Intervistate 361 coppie di 23 centri specializzati in tutta Italia dai dati raccolti è emerso quanto segue: gli aspiranti genitori appaiono sempre più maturi, istruiti e occupati stabilmente. Aumenta l’età media sia dell’uomo (dai 37,7 anni del 2008 ai 39,8 anni del 2016) che della donna (da 35,3 a 36,7 anni), il livello di istruzione è più elevato e la condizione professionale più stabile. Le coppie che cercano di avere un figlio da 3,9 anni e i primi dubbi sulla difficoltà di ottenere una gravidanza sono intervenuti dopo 15,5 mesi di tentativi (un tempo più lungo rispetto ai 12,2 mesi del 2008). Si allunga anche il tempo intercorso tra i primi dubbi e la scelta di rivolgersi al medico (10,9 mesi contro i 9,2 mesi del 2008).

Per questo motivo, Filippo Ubaldi, ginecologo e direttore clinico del Centro Genera della clinica Valle Giulia di Roma, commentando i dati dello studio dice: “E’ letteralmente sbagliato il messaggio che la gravidanza si decide e si ottiene quando si vuole. Eppure viene veicolato spesso. I casi di donne di 48-50 anni che diventano madri vengono riportati con esaltazione, e a volte sui media si sentono parlare medici che di infertilità non sanno granché, ma magari fanno audience. La verità è che se dopo 12 mesi di rapporti sessuali non protetti non arriva un bebè (dopo 6 mesi nel caso si abbiano oltre 38 anni), ci si deve rivolgere a uno specialista di medicina della riproduzione”

Per questo motivo, aggiunge l’esperto “andrebbero avviate iniziative di informazione e formazione anche nelle scuole, ma anche fra gli stessi medici, per cercare di far capire che la gravidanza non si può procrastinare più di tanto. Il ministero della Salute ha riunito una commissione e redatto un documento che andrebbe veicolato a vari livelli per trasmettere il messaggio che i figli vanno fatti prima possibile. Dovremmo puntare tutto su questo, con politiche economiche e sociali”.

E per quanto riguarda la scelta del centro di Pma, il Censis evidenzia che la maggioranza delle coppie lo seleziona sulla base della ‘fama’ e del passaparola. Ma “bisognerebbe andare a verificare, ad esempio – consiglia Ubaldi – quanti embriologi sono presenti nello staff: se la struttura esegue più di 1.000 cicli l’anno ce ne dovrebbero essere almeno 10: anche con tecnologie all’avanguardia e ottenendo embrioni di buona qualità, senza l’adeguata professionalità si possono indurre danni gravi, per cui questi non si impianteranno mai”.