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È emergenza nell’emergenza quella dei minori non accompagnati che a centinaia sbarcano sulle coste italiane tra i migranti. Soli, impauriti e traumatizzati, sono in cerca di futuro. L’Anci ha presentato il sesto rapporto che li riguarda, facendo il punto della situazione sulle politiche di accoglienza 2004-2014 e focalizzando l’attenzione sui percorsi di integrazione che riguardano la prima fase e la seconda di accoglienza, e l’impegno da parte dei comuni.

Il numero dei minori non accompagnati negli ultimi anni «è aumentato esponenzialmente», passando dai 4.588 del 2010 ai 9.197 del 2011, dai 9.678 del 2013 fino ai 13.523 del 2014.

Si tratta in prevalenza di maschi nel 96% dei casi, 8 su 10 di età compresa tra i 16 e i 17 anni, oltre la metà proveniente da quattro Paesi: Egitto (21,5%), Bangladesh (13,2%), Gambia (10%) e Albania (9,1%). E nel 24% dei casi di richiedenti asilo.

In seguito all’approvazione del Piano nazionale dedicato, a partire dalla fine del 2014, il ministero dell’Interno ha attivato strutture di primissima accoglienza altamente specializzate destinate ad accoglierli appena sbarcati. Attualmente sono 13, per 641 posti complessivi.

Ampliata anche la rete dei progetti destinati ai minori nell’ambito dello Sprar, per un totale di 1.010 posti, arrivando a quota 1.838.

Al loro percorso di recupero pensano poi i comuni. Il maggior numero alla capitale.

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