Al Mart di Rovereto la mostra di Umberto Boccioni dal 5 novembre al 17 febbraio

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 01 Nov 2016 alle ore 7:19am

mostra umberto boccioni
Dopo il successo ottenuto con la mostra di Milano, anche il Mart di Rovereto celebra il genio di Umberto Boccioni, tra i padri indiscussi del Futurismo. Riunite dal 5 novembre al 17 febbraio, in occasione del centenario, in una grande esposizione oltre 150 opere tra disegni, dipinti, sculture, incisioni, fotografie d’epoca, libri, riviste e documenti, che raccontano la storia del maestro, pittore e scultore del dinamismo e dello spazio.

Con il titolo ‘Umberto Boccioni, genio e memoria’, questa rassegna rappresenta una nuova ed inedita edizione, anche rispetto alla mostra di Palazzo Reale. Ambedue hanno infatti preso le mosse dalle ricerche più recenti condotte sulla base di preziosi e quasi sconosciuti materiali d’archivio, sul rinvenimento di una serie di scritti e documenti, da poco ritrovati nella Biblioteca Civica di Verona, nonché sull’eccezionale corpus dei disegni boccioniani del Castello Sforzesco, esposti una sola volta, 40 anni fa.

Questi materiali sono stati quindi integrati da documentazione proveniente dall’Archivio del ‘900 del Mart, con i progetti della Casa d’Arte Futurista Depero (seconda sede del Mart) e da dipinti e opere fondamentali nella produzione dell’artista.

Un grande sforzo espositivo, che è stato reso possibile solo grazie alla ricerca compiuta dai Musei Civici di Milano e promossa dalla Soprintendenza del Castello Sforzesco, in collaborazione con il Museo del Novecento, il Palazzo Reale di Milano, il Mart di Rovereto e la casa editrice Electa. 7

La rassegna è stata curata da Francesca Rossi (Castello Sforzesco) con la collaborazione di Agostino Contò (Biblioteca Civica di Verona).

Dalla scomposizione del colore e della luce della pittura divisionista alla scomposizione e compenetrazione di forme dell’arte futurista, l’arte di Boccioni racconta il mondo degli affetti e, in particolare, l’omaggio alla madre, ritratta in moltissime opere, ma anche l’interesse per l’arte di Gaetano Previati e il Simbolismo, lo studio del dinamismo. Nuclei tematici rappresentati da alcuni dei maggiori capolavori dell’artista come, per esempio, il ‘Nudo di spalle (Controluce)’ (1909), proveniente dalle collezioni del Mart, ‘Forze di una strada’ (1911) del City Museum of Art di Osaka, ‘Costruzione spiralica’ (1913-1914) del Museo del Novecento di Milano e la celeberrima scultura, icona della plastica futurista e riprodotta sulle monete italiane da 20 centesimi di euro, ‘Forme uniche della continuità nello spazio'(1913), presentata in una fusione surmoulage del 1972 proveniente dall’Israel Museum di Gerusalemme.