Al Senato il Ddl Gelli che riforma la responsabilità penale e civile dei medici

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 18 Nov 2016 alle ore 7:35am

intervento chirurgico
Il ddl Gelli, approvato dalla Camera dei deputati il 28 gennaio 2016, è pronto per essere approvato definitivamente anche in Senato. Si tratta di un disegno di legge molto importante perché riforma completamente la responsabilità professionale, sia penale che civile, dei medici nei confronti dei pazienti.

Tale decreto, oltre a garantire delle nuove forme di tutela per il medico, introdurrà anche vie più rapide e sicure per i pazienti che devono ottenere un risarcimento per i danni causati dal personale sanitario.

Le novità più importanti consistono che se l’imperizia provoca un danno a un paziente, il medico, non è punibile penalmente nel caso in cui abbia rispettato tutte le linee guida o le buone pratiche assistenziali.

Quindi, l’errore medico causato dalla sua mancanza di abilità o di preparazione specifica verrà punito penalmente solo in caso di colpa grave.

Cosa significa? L’articolo 6 del ddl Gelli, riguardante la “responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” fa chiarezza su questo aspetto elencando i fattori che escludono la colpa grave: “È esclusa la colpa grave quando, salve le rilevanti specificità del caso concreto, sono rispettate le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge”.

Un’altra novità introdotta con il ddl Gelli riguarderà l’obbligo di tentare una conciliazione stragiudiziale prima di andare in tribunale. In questo modo i tempi per l’ottenimento del risarcimento saranno più rapidi, mentre per le strutture sanitarie sussisterà l’obbligo dell’assicurazione.

E qualora il paziente non riuscisse ad ottenere il risarcimento dovuto dalla struttura ospedaliera, potrebbe sempre rivalersi nei confronti della compagnia assicurativa.

A tal proposito, il ddl Gelli introduce infatti, anche un fondo di garanzia per tutti quei pazienti che non possono essere rimborsati perché devono rifarsi su una società assicurativa fallita.