Torna la difterite in Italia, la colpa è del calo di vaccini, ma il Codacons non ci sta

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 19 Nov 2016 alle ore 11:30am

difterite
Dopo tanti anni torna la difterite in Italia. A confermarlo durante un congresso di pediatria in corso a Firenze è il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi che dice: «L’ho già detto pubblicamente, ma non posso dire dove».

E riferendosi ai rischi connessi al calo dei vaccini l’esperto sottolinea: «Ci attendiamo anche in Italia il ritorno della poliomielite».

Sì, perché, prosegue ancora l’esperto «Con il calo delle vaccinazioni obbligatorie per volontà dei genitori ci si aspetta anche in Italia l’arrivo di casi di poliomielite e difterite, in aggiunta a quelli di pertosse e morbillo che già abbiamo». «Aspettiamo un nuovo caso di polio in Italia – ha aggiunto Ricciardi -, ci sono migliaia di bambini non vaccinati e il virus è al di là dell’Adriatico, in Albania. Non abbiamo più tempo, da noi non c’è più effetto gregge perché le coperture sono già sotto il 95%».

Nel 2015 la copertura vaccinale per la malattia in Italia è scesa sotto il 95%, richiesta dall’Oms e che garantisce la cosiddetta “immunità di gregge”, quella che protegge le persone non vaccinate dal contagio. Il dato si è fermato poi al 93,5% ma in alcune Regioni siamo anche sotto a tale limite.

In Italia non sono più stati registrati casi di difterite infezione da C diphtheriae tossinogenico a partire dal 1996. Nel 2000-2014, i casi di difterite, confermati microbiologicamente presso l’Iss, sono stati due, entrambi al Nord Italia e causati da C ulcerans. Nello stesso periodo, segnalati anche cinque casi di infezioni dovuti a ceppi di C diphtheriae non produttori di tossina.

Un allarme giusto, ma secondo il Codacons le cose non stanno certamente così. In quanto, spiega l’associzione a difesa dell’ambiente e dei consumatori, in Italia il vaccino contro la difterite non è disponibile in commercio.

“La colpa del possibile ritorno di casi di poliomielite e difterite non è certo da attribuire al calo delle vaccinazioni, semmai alla gestione scriteriata dei vaccini nel nostro paese – afferma il presidente Carlo Rienzi – Basti pensare che in Italia non è commercializzato singolarmente il vaccino contro la difterite, e chi vuole proteggersi da questa malattia è costretto a farsi iniettare l’esavalente, che contiene vaccini contro antidifterite, antitetanica, antipoliomelite, antiepatite virale B, pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b. Una violenza nei confronti dei cittadini ed uno spreco immenso a carico del SSN, determinato dall’impossibilità di scegliere i singoli vaccini cui sottoporsi”.

Una vicenda per la quale l’associazione, dopo le dichiarazioni di ieri di Ricciardi, chiede alla Procura di Torino che già indaga sul caso di estendere le proprie indagini.