Referendum, il Financial Times: con la vittoria del no in dubbio l’Italia nell’euro

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 22 Nov 2016 alle ore 7:51am

referendum del 4 dicembre
Sia il Financial Times che il Wall Street Journal hanno dedicato ieri un articolo al referendum italiano e alle possibili conseguenze politiche ed economiche, segnalando entrambi i possibili rischi e scenari per l’euro.

Il Wsj, in prima pagina, ha sottolineato i rischi per gli investitori che «si preparano al tumulto», mentre il Ft gli ha dedica un commento nelle pagine interne, che porta la firma di Wolfgang Munchau e che vede dopo il referendum il rischio di una nuova «crisi della zona euro».

Qualora dovesse vincere il ‘no’, Munchau parla di una possibile «sequenza di eventi che metterebbe in dubbio l’appartenenza dell’Italia alla euro zona».

Una possibilità «inquietante che non ha nulla a che fare con il referendum stesso», ma con altre cause che subentrerebbero.

La prima riguarderebbe la debole performance economica del Paese che «ha perso il 5% di produttività» da quando ha adottato l’euro nel 1999, «mentre in Germania e Francia tale produttività è salita del 10%». La seconda rigaurderebbe il «fallimento» dell’Ue «che non ha saputo costruire una vera Unione economica e bancaria dopo la crisi del 2010-2012 e perché ha invece imposto l’austerità».

Infine, il Financial Times sottolinea che, dopo la Brexit e la viittoria di Trump alla Casa Bianca, il voto in Italia rappresenterà un test importantissimo per il futuro dell’Eurozona e per la permanenza del nostro Paese nell’Euro, perché le dimissioni di Renzi e il blocco delle riforme potrebbe creare un certo caos politico e spaventare i mercati e gli investitori, con conseguenze disastrose sull’intera economia e area della moneta unica europea.

Una cosa è certa, questo referendum che vuole cambiare la nostra Costituzione veramente è strettamente collegato alla situazione italiana in Europa. Ma cosa ne penseranno gli italiani?

Si lasceranno scoraggiare da queste ipotesi economiche di politica europea o sceglieranno di votare comunque il no?

I sondaggi danno favorito il ‘no’. Oramai manca veramente poco alle elezioni del 4 dicembre.