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L’ospedale Bambino Gesù di Roma, teatro del primo intervento e capofila della sperimentazione europea, dopo che l’Fda ha dato il via libera al test, ha il primo prototipo di un dispositivo miniaturizzato di assistenza ventricolare sinistra della Jarvik Heart, che ha le dimensioni di una pila stilo e viene usato in attesa del trapianto, utilizzato per uso compassionevole dall’ospedale romano già nel 2012, salvando la vita a un bambino di 16 mesi.

Molto presto, tale prototipo sarà impiantato nel corso di una sperimentazione che vedrà un arruolamento randomizzato di 88 pazienti in una ventina di centri tra Stati Uniti e Canada.

Antonio Amodeo, responsabile dell’unità di Funzione ECMO e Assistenza Meccanica Cardiorespiratoria del Bambino Gesù, spiega: «Il nostro gruppo ha contribuito negli ultimi anni allo sviluppo di questo cuore artificiale di soli 15 mm che ha necessitato oltre 10 anni di studio prima di avere l’autorizzazione alla sperimentazione clinica dalla FDA. Il più grande vantaggio di questo cuore è che permetterà ai bambini di aspettare a casa il trapianto cardiaco rispetto alla situazione attuale in cui i bambini sono costretti a rimanere in ospedale per mesi».

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