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Ucciso a Sesto San Giovanni, per puro caso, l’attentatore di Berlino del mercatino di Natale

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Durante un controllo casuale di una pattuglia di polizia, a Sesto San Giovanni 1 Maggio, è stato ucciso il killer di Berlino, il tunisino Anis Amri. È accaduto alle tre della notte scorsa, proprio davanti alla stazione dei treni.

Due agenti hanno fermato il giovane magrebino che camminava da solo nel buio e gli hanno chiesto i documenti. Ma il ragazzo dal suo zaino, sentendosi minacciato, ha estratto una pistola calibro 22 e ha colpito uno degli agenti ferendolo alla spalla. Poi si è nascosto dietro la volante pronto ad attaccare di nuovo, gridando: «Poliziotti bastardi, al nome di Allah». A quel punto l’altro agente, in prova e con 9 mesi di servizio, ha sparato e l’ha ucciso.

Si tratta dell’agente scelto, Cristian Movio, 36 anni, della provincia di Udine, del commissariato di Sesto San Giovanni e di Luca Scatà, di 29 anni, in prova nello stesso commissariato, originario di Canicattì Bagni, in provincia di Siracusa. Cristian è rimasto ferito ed è stato operato all’ospedale di Monza dove i medici gli hanno estratto il proiettile incluso nella spalla destra. Illeso il collega Scatà.

Per loro, quello che all’inizio sembrava essere un semplice scontro a fuoco nella notte di una periferia milanese è diventato l’epilogo internazionale dell’ultimo attacco terroristico in Europa, quello al mercatino di Natale di Berlino.

La pistola usata dal tunisino si è rivelata essere proprio l’arma utilizzata per uccidere l’autista polacco del tir usato per la strage al mercatino (che ha fatto 12 vittime, tra cui l’italiana Fabrizia Di Lorenzo).

La conferma è arrivata questa mattina anche grazie alle impronte digitali. Sul corpo del 24enne non è stato trovato alcun documento di identità ma solo un biglietto del treno. Il giovane terrorista da Chambery in Francia sarebbe arrivato prima a Torino, e da lì a Milano e poi a Sesto San Giovanni. Alla stazione centrale sarebbe arrivato all’una di notte, due ore prima che i poliziotti italiani lo fermassero.

L’ipotesi del pool antiterrorismo guidato da Alberto Nobili è che l’attentatore di Berlino volesse raggiungere il Sud Italia. Non è esclusa, però, la possibilità di un attentato anche in Italia, o di qualche gesto insulso, essendo armato.

Resta ora da capire come sia riuscito a raggiungere la Francia dalla Germania. Anis Amri era arrivato nel 2011 a Lampedusa e si era trasferito a Belpasso: si era fatto notare per aver appiccato dei roghi, ed era finito in carcere per danneggiamenti, incendio, lesioni e minacce. Da Catania ad Enna. Da Sciacca ad Agrigento. Dal Pagliarelli all’Ucciardone di Palermo. Per quattro anni dalla condanna, aveva avuto sempre comportamenti sospetti. Tant’è che aveva minacciato anche un detenuto nel carcere di Agrigento, «vessato perché cristiano», al quale aveva detto: “Ti taglio la testa”.

Il ministro dell’interno Marco Minniti, nel corso della conferenza stampa al Viminale ha detto: “Noi guardiamo a questi due ragazzi come persone straordinarie, di giovanissima età, che facendo semplicemente il loro dovere hanno reso un servizio straordinario alla comunità. Penso sinceramente di poter interpretare il sentimento del nostro Paese nel dire loro che l’Italia è a loro grata». E aggiunto: “L’agente Christian Movio è una persona straordinaria, un ragazzo molto motivato. L’ho ringraziato per la professionalità dimostrata insieme al suo collega”.
“Gli ho trasmesso la mia gratitudine personale – ha detto ancora il ministro – e gli ho fatto gli auguri di una pronta guarigione. Nei prossimi giorni andrò personalmente ad abbracciarlo. Gli ho anche fatto gli auguri di Buon Natale, dicendogli che grazie a persone come lui gli italiani potranno fare un Natale ancora più felice”.

Giovanna Manna

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