Delitto Chiara Poggi, il nuovo indagato, amico del fratello, era spesso a casa della ragazza

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 07 Gen 2017 alle ore 7:32am

andrea sempio caso poggi
Andrea Sempio, nuovo indagato per l’omicidio della giovane Chiara Poggi, amico del fratello della ragazza uccisa nella sua abitazione il 13 agosto del 2007, sarebbe entrato più volte nella villetta di famiglia.

Nelle scorse settimane, la procura di Pavia accoglieva l’esposto della mamma di Stasi aprendo così un’inchiesta bis e iscrivendo nel registro degli indagati proprio Andrea Sempio, le cui tracce di Dna, secondo un perizia della difesa, sarebbero state trovate sotto le unghie della giovane uccisa.

Come del resto, si sarebbe scoperto che il ragazzo all’epoca dei fatti, si recava in bici presso l’abitazione dei Poggi. E della presenza di una bici parlano anche alcuni testimoni.
Inoltre, il giovane, avrebbe anche lo stesso numero di scarpa di Alberto Stasi.

La madre di Chiara, ma anche il padre di Sempio, avevano negato che il giovane frequentasse la casa dei Poggi. Come racconta il Corriere della Sera, ma a collocare Andrea Sempio tra i frequentatori della residenza dei Poggi è lo stesso Marco, fratello della ragazza uccisa il 13 agosto 2007.

Il ragazzo ha raccontato agli investigatori che Sempio “si portava nella mia abitazione” sia nella primavera che nell’estate del 2007. “In quelle occasioni rimanevamo nella saletta della televisione ubicata al piano terra oppure salivamo al primo piano all’interno della camera da letto di Chiara per utilizzare il suo computer”, ha detto il giovane.

Per gli avvocati di Stasi, che con le loro indagini difensive hanno dato vita all’inchiesta bis, appaiono sospette le telefonate fatte da Sempio al telefono di casa Poggi il il 7 e 8 agosto, nonostante fosse a conoscenza dell’assenza dall’abitazione di Marco e dei genitori. Sempio aveva anche conservato lo scontrino d’un parcheggio a Vigevano la mattina dell’omicidio: ma un anno e due mesi dopo lo aveva consegnato spontaneamente agli investigatori per giustificare la sua lontananza da Garlasco, anche se – sempre secondo il Corsera – , l’attività tecnica dei telefonini e lo vedrebbe presente proprio nella cittadina.