“Teresa canta Pino”, un atto di devozione della De Sio verso l’amico Pino Daniele

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 14 Gen 2017 alle ore 8:23am

teresa de sio canta pino daniele
TERESA CANTA PINO” è il nuovo progetto discografico di TERESA DE SIO, il suo personale “atto di devozione” verso l’amico e collega Pino Daniele disponibile da ieri, 13 gennaio 2017. «Per me questo è un progetto devozionale – racconta la De Sio – Pino sta sulle facce della gente, sulla facciata dei palazzi, per le strade. Non possiamo salutarlo che con la musica».

E per l’artista questo è l’unico modo per raccontarlo e ricordarlo, reinterpretando le sue canzoni più belle canzoni.

Prodotto da Luisa Pistoia e Carlo Gavaudan per Sosia&Pistoia e dalla stessa Teresa De Sio (distribuito da Universal Music), questo progetto discografico racchiude in sé tutto il mondo musicale dell’artista partenopea e quello di Pino Daniele, dando una veste nuova a brani storici di Pino Daniele. Immergendoli nelle sonorità tipicamente folk-rock di Teresa De Sio.

Teresa canta Pino”, con la produzione artistica di Sasà Flauto, contiene 15 brani di Pino Daniele, riletti in chiave personale dalla De Sio, e un 1 inedito, “’O jammone”, che significa “il capo”, scritto dalla cantautrice in ricordo dell’amico e collega scomparso, da sempre visto come il più grande artista e bluesman partenopeo.

Al disco, hanno preso parte anche Niccolò Fabi, voce nel brano “Un angolo di cielo”, e il coro dei ragazzi dell’Istituto Melissa Bassi di Scampia, protagonista in “Napule è”.

Questa la tracklist di “Teresa canta Pino”: “’O Scarrafone”, “Bella ‘mbriana”, “Je so’ pazza (Je so’ pazzo)”, “Lazzari felici”, “Serenata a fronn’ e limone”, “Quanno chiove”, “’O Jammone”, “Notte che se ne va”, “Un angolo di cielo”, “Fatte ‘na pizza”, “Chi tiene ‘o mare”, “Ninnananinnanoè”, “Tutta n’ata storia”, “Alleria”, “Viento”, “Napule è”.

Tra le tracce del nuovo album, troviamo anche “Bella Mbriana”: “Mi è sempre piaciuto questo pezzo perché è quello più vicino alla matrice popolare, nel senso antropologico. La Bella ‘Mbriana è infatti, nella cultura tradizionale, un folletto protettore della vita domestica. Un Monaciello. Per questo, affinché tutto vada bene, bisogna salutarlo ogni volta che si rientra a casa. “Bona sera bella ‘mbriana mia, ca nisciuno te vott’ a fore”.

Foto di Luciano Viti