Hotel di Rigopiano, ecco chi sono le prime 5 persone estratte vive. Soccorritori in contatto con altre 5

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 20 Gen 2017 alle ore 5:58pm

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Dopo quasi due giorni dalla valanga che ha distrutto l’hotel di Rigopiano di Farindola, poche ore fa sono stati estratti vivi i primi superstiti.

Gli uomini del soccorso li hanno individuati nella zona delle cucine sotto al solaio. I primi a essere tirati fuori e portati in ospedale sono stati la moglie e il figlio di Giampiero Parete, il primo superstite di ieri, che si è salvato perché ha avuto la fortuna di essere uscito un attimo fuori dall’hotel, prima dell’arrivo della slavina, a prendere in macchina un farmaco per la moglie.

Dopo alcune ore è stata la volta di Sebastiano Di Carlo, la moglie Nadia e il figlio Edoardo di dieci anni di Loreto Aprutino (Pescara).

I soccorritori sono in contatto con altre 5 persone, tra cui una donna due bambini. i 4 bambini sono tutti salvi.

“Con i cinque ancora da recuperare – spiega Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili del fuoco – siamo in contatto vocale. Sono all’interno di un vano, non facile da raggiungere”. Il gruppo si trova nella zona ricreativa dell’albergo, dove c’erano il bar e la sala biliardo.

Il primo contatto con il gruppo è stato poco dopo le 11, grazie ai cani che li hanno individuati. Poi anche l’aiuto di un manutentore dell’albergo, Fabio Salzetta, anche lui sopravvissuto. Con lui anche una donna estratta viva che stanno indirizzando i vigili del fuoco nelle aree dell’hotel dove si trovavano i clienti prima dell’arrivo della slavina, per accelerare le operazioni di soccorso.

Dall’esterno, infatti, non si sentivano voci: la struttura li ha protetti ma non permette di comunicare con l’esterno, anche a causa della neve che assorbe i suoni.

“E’ stato bellissimo, non credevano ai loro occhi e ci abbracciavano”, ha raccontato il soccorritore che però avverte: “Più di tanto non si può andare avanti perché c’è il rischio che parti della struttura possano crollare”. E con l’aumento delle temperature “aumenta il rischio di nuove slavine, un rischio particolarmente elevato nell’area – ha spiegato Bini – dietro l’albergo che rimane molto pericolosa”.